“Mi sono fatto un’idea. In Portogallo si dice che non c’è il fumo senza il fuoco”: Mourinho sull’inchiesta arbitri

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“Mi sono fatto un’idea, ma a me non piace fare colpevoli prima che la giustizia si esprima”. Dal Portogallo anche José Mourinho è tornato sull’inchiesta arbitrale che scuote il calcio italiano, dove sono cinque gli indagati al momento: oltre agli ormai noti Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni – ormai ex designatore degli arbitri ed ex supervisore – sono infatti indagati anche gli addetti al var Luigi Nasca, Rodolfo Di Vuolo e Daniele Paterna. “In Portogallo si dice che non c’è il fumo senza il fuoco, però… speriamo. Io ho fatto battaglie più contro il sistema che contro gli arbitri”, ha dichiarato l’allenatore del Benfica a Sport Mediaset.Mourinho è stato infatti negli anni tra quelli che in Italia hanno spesso criticato il sistema arbitrale. Dal gesto delle manette in un Inter–Sampdoria del 2010 fino alla frase in una conferenza stampa quando era sulla panchina della Roma, tre anni fa: “Noi non abbiamo la forza di dire ‘questo arbitro non lo vogliamo’. Ci sono squadre che lo fanno, lo sappiamo tutti”, aveva denunciato l’allora tecnico giallorosso. Parole che oggi sembrano profetiche, se si considera che due dei tre episodi contestati a Gianluca Rocchi parlano proprio di decisioni su arbitri “graditi” o “poco graditi” all’Inter, che al momento non è indagata.Il primo del 2 aprile 2025 quando, per l’andata del derby di Coppa Italia, avrebbe deciso “in concorso con più persone presso lo stadio di San Siro” l’arbitro di Bologna–Inter, cioè Andrea Colombo, in quanto “gradito” ai nerazzurri. Il secondo episodio è del 20 aprile 2025, quando Rocchi avrebbe scelto Daniele Doveri, “poco gradito” al club nerazzurro per la semifinale di ritorno in modo da “assicurare all’Inter direzioni di gara diverse per l’eventuale finale di Coppa Italia e per il resto delle partite di A”.Mourinho sul calcio italiano: “Pensate alla base. Andrei su Malagò e Allegri”Il focus dell’intervista a Mourinho si è poi spostato sul calcio italiano e sul momento complicato che sta attraversando con la terza esclusione consecutiva dai Mondiali: “L’Italia deve pensare molto alla base. Penso che Malagò sia un nome forte: porterebbe tanta esperienza e mi piacerebbe tanto vederlo nel ruolo di presidente della Figc. Lui capirebbe sicuramente la necessità di cambiare la struttura di base. L’Italia è fortissima in tanti sport olimpici. Io andrei con la combo Malagò e Max Allegri”, ha spiegato lo Special One.“Non penso che serva un allenatore straniero. L’Italia ha allenatori con il carisma, la qualità, l’esperienza. Non puoi avere Carletto Ancelotti, ma puoi avere Max (Allegri), Antonio Conte e ce ne sarebbero sicuramente anche altri. Però ci sono delle cose che si devono ripensare. Vedo per esempio un paese come il Portogallo con 10 milioni di abitanti: le competizioni per i giovani, le condizioni di lavoro, ci sono differenze incredibili”, ha concluso Mourinho.L'articolo “Mi sono fatto un’idea. In Portogallo si dice che non c’è il fumo senza il fuoco”: Mourinho sull’inchiesta arbitri proviene da Il Fatto Quotidiano.