«Dagli una coltellata, che diventa virale», la baby gang che si spacciava per i Nas. Le manette e le minacce: così terrorizzavano le vittime – Il video

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«Se gli dai una coltellata questo video diventa virale», dice uno degli indagati della baby gang attiva a Melicucco, nel Reggino. Pestaggi, vessazioni e atti degradanti venivano ripresi, montati e fatti circolare tra risate e incitamenti, fino a trasformarsi in uno strumento di affermazione interna al gruppo. In una delle clip i ragazzi si accaniscono con crudeltà anche su un animale, mentre nelle chat esibiscono fucili e pistole, con espressioni riconducibili a logiche di controllo del territorio. Operazione “Marijoa”: cinque giovani fermati nel RegginoIl blitz dei carabinieri è scattato nella mattina di mercoledì 29 aprile, al termine dell’operazione Marijoa coordinata dalla Procura di Palmi con il procuratore Emanuele Crescenti e il sostituto Letterio De Domenico. Il Gip ha firmato una misura cautelare nei confronti di cinque ragazzi di età compresa tra i 20 e i 22 anni: per tre è scattato l’arresto ai domiciliari, gli altri due dovranno presentarsi periodicamente alla polizia giudiziaria. I pm contestano associazione per delinquere, sequestro di persona, atti persecutori, violazione di domicilio, fabbricazione e detenzione di armi, comprese bottiglie incendiarie, oltre all’uccisione di animali.Il finto blitz del Nas e le tre vittime fragiliTra gli episodi contestati spicca un finto controllo dei Nas: gli indagati si sarebbero presentati a casa di una delle vittime spacciandosi per militari, l’avrebbero ammanettata al letto e poi picchiata, puntandole una pistola alla tempia mentre l’uomo supplicava di essere lasciato in pace. Le vittime accertate sono tre, come precisato da Crescenti: una persona disabile e altre due con gravi problemi psichici e di dipendenza dall’alcol. Per molto tempo erano rimaste in silenzio, paralizzate dalla vergogna e dal timore di ritorsioni, modificando le proprie abitudini fino all’isolamento. Sul coinvolgimento di altri soggetti gli inquirenti stanno ancora lavorando.Il procuratore Crescenti: «Atmosfera quasi da Gomorra, in paese lo sapevano tutti»A colpire la procura è soprattutto la natura delle aggressioni, slegate da qualunque tornaconto economico. Crescenti ha parlato di «un’atmosfera quasi da fiction, da Gomorra» e di «una violenza apparentemente gratuita che serve a segnare il territorio, volersi imporre utilizzando la forza». Il procuratore ha sottolineato che gli arrestati arrivano da «contesti familiari non peggiori di altri» e che in paese «lo sapevano tutti e alla fine è saltato il tappo», nonostante il muro di omertà incontrato dagli investigatori. «L’aspetto più terribile, con cui ormai ci confrontiamo quotidianamente nelle nostre indagini, è che quelle violenze venivano messe in mostra sui social», ha aggiunto, auspicando che la risposta dello Stato non si limiti alla repressione ma apra anche una prospettiva di recupero.L'articolo «Dagli una coltellata, che diventa virale», la baby gang che si spacciava per i Nas. Le manette e le minacce: così terrorizzavano le vittime – Il video proviene da Open.