In fondo se l’è andata a cercare, dice il deputato di FdI Riccardo De Corato, sul 33enne pestato a Milano nella notte tra il 28 e il 29 aprile. All’Adnkronos, De Corato ha parlato a margine della commemorazione istituzionale di Sergio Ramelli, il militante del Fronte della Gioventù ucciso 51 anni fa da esponenti di Avanguardia operaia. Il 33enne sarebbe stato aggredito perché accusato di aver strappato proprio i manifesti che ricordavano Ramelli. De Corato dice che «è stato picchiato perché ha voluto andarsele a prendere». E ha aggiunto: «Uno che va a strappare i manifesti di Ramelli già è grave, che lo faccia il giorno in cui è stato ammazzato… non aggiungo altro». Pur condannando «la grave aggressione» davanti ai cronisti, De Corato ha spostato il discorso sul centrosinistra milanese, accusato di non aver mai dedicato un simbolo o un’intitolazione né a Ramelli né a Enrico Pedenovi.Cosa è successo al 33enne picchiato per i manifesti di RamelliI fatti, ricostruiti dal Corriere della Sera e da Repubblica, risalgono allo scorso martedì sera. Intorno alle 23.40 un milanese di 33 anni, appena uscito da un locale della zona, si è fermato all’angolo tra via Gaspare Aselli e via Beato Angelico, a pochi passi da via Paladini, dove questa sera si concluderà il corteo dell’estrema destra. Lì avrebbe cominciato a togliere alcuni dei manifesti affissi per il cinquantunesimo anniversario dell’omicidio di Ramelli. Al Corriere ha poi precisato che quei manifesti «si trovavano già a terra» quando è passato. Dettaglio a quel punto marginale per i militanti di destra che lo hanno aggredito, dopo averlo visto con i poster per terra che avevano attaccato poco prima con colla e scopa.Il pestaggio con calci, caschi e manici di scopaGli aggressori, ha raccontato la vittima ai carabinieri, erano «almeno una decina». Cinque di loro sarebbero arrivati in rinforzo a bordo di una Volkswagen Golf, accanendosi sul ragazzo a colpi di casco, pugni, calci e perfino con il manico della scopa usata per stendere la colla. Soccorso dal personale del 118, il trentatreenne è stato accompagnato in codice verde alla clinica Città Studi con ferite al sopracciglio sinistro e al labbro superiore. L’inchiesta è in mano ai carabinieri del Nucleo informativo e della compagnia Monforte, che stanno passando al setaccio le telecamere della zona.I commenti di Sala e Romano La Russa sui saluti romaniNella notte è andato in scena il solito cerimoniale per ricordare Ramelli con i soliti saluti romani al grido di «Presente!». Puntuale anche quest’anno è arrivata la condanna del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, secondo cui i saluti romani che ogni anno chiudono il corteo per Ramelli restano inaccettabili: «È chiaro che non dovrebbero» sfilare indisturbati per la città, ha detto durante la cerimonia ai giardini di via Pinturicchio, «ma vediamo quello che succederà». Più sfumata la posizione di Romano La Russa, assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia ed esponente di FdI, che ha rilanciato un appello «alla conciliazione» e ha legato la fine dei saluti romani a un futuro 25 Aprile condiviso: «Ci auguriamo che un domani lo si possa festeggiare tutti insieme e che non sia più una festa di parte. Quando questo avverrà spariranno anche i saluti romani».Il Pd attacca: «Milano è e resta antifascista»A condannare con forza l’aggressione è anche il segretario metropolitano del Partito Democratico milanese, Alessandro Capelli, che ha definito l’episodio «un fatto grave e inaccettabile». Capelli ha ricordato come ogni anno, a fine aprile, Città Studi si riempia dei manifesti firmati «i camerati» che richiamano al corteo di via Paladini, dove puntualmente partono i saluti romani: un clima, ha aggiunto, «che va fermato, senza ambiguità». Il dirigente dem ha poi rivolto un messaggio di solidarietà al ragazzo aggredito e ha chiesto «parole altrettanto nette da tutta la destra», ribadendo che «Milano è e rimarrà una città antifascista».L'articolo «Ha voluto andarsele a prendere», De Corato (FdI) sul 33enne picchiato a Milano. I manifesti staccati su Ramelli e il pestaggio con calci e manico di scopa proviene da Open.