Due insegnanti di una scuola primaria nel Veneziano avrebbero falsificato i quaderni di un loro alunno di otto anni, fino a farlo passare per disabile. Il caso delle due maestre è raccontato dal Gazzettino, secondo cui il bambino era stato descritto in una relazione come «agitato, iperattivo», incapace di stare seduto «più di cinque minuti», con «marcate difficoltà di attenzione, di concentrazione e di memoria» e perfino una «salivazione incontrollata» che gli farebbe bagnare i quaderni. Un quadro chiaro che puntava alla richiesta di certificazione di disabilità all’Ulss. Richiesta però che sembrava del tutto incoerente con le pagelle degli anni precedenti, quando le stesse insegnanti avevano dato all’alunno voti tra il buono e l’ottimo. I quaderni alterati e i test smentiti dall’UlssA ribaltare la versione delle insegnanti è stato il secondo parere preteso dai genitori al Servizio Infanzia e adolescenza dell’azienda sanitaria veneziana. Dopo due incontri con la psicologa e uno con la logopedista, la valutazione si è rivelata completamente opposta a quella della scuola: tutti i test linguistici e matematici erano «nella norma, se non a livelli superiori», racconta il papà a Fulvio Fenzo sul Gazzettino. Quando i medici hanno chiesto di visionare i quaderni, la mamma li ha richiesti e ottenuti dalle insegnanti. I genitori però avevano delle fotocopie in casa, con cui hanno fatto un confronto. Così è arrivata la sorpresa amara: le note positive erano state riscritte in negativo. «Quando ha visto quei quaderni è andato nel panico», ricorda il padre, mentre il bambino ora si sveglia di notte con gli incubi e ha paura di tornare in classe.Cosa dice la preside dell’istituto comprensivoLa dirigente scolastica, interpellata dal Gazzettino, ha ammesso parte dei fatti: «Sì, la maestra ha sbagliato. Quei quaderni erano stati alterati. L’insegnante si è resa conto che non doveva farlo». Sugli eventuali provvedimenti, però, ha glissato: «Non sono tenuta a dirlo, non ho altro da aggiungere». Le due docenti restano in servizio. La preside ha invece difeso la relazione consegnata alla famiglia, spiegando che «l’insegnante di sostegno non si poteva chiedere senza la documentazione» e che le maestre si sarebbero limitate a usare la modulistica messa a disposizione dall’Ulss, inserendo il proprio punto di vista. Spetterebbe poi ai medici, ha aggiunto, stabilire le reali condizioni del piccolo.Il QI del bambino e il sospetto sull’insegnante di sostegnoIl referto del Servizio di Neuropsichiatria ha attestato un quoziente intellettivo pari a 102, «in norma per età cronologica», con «una capacità di ragionamento fluido e buone abilità cognitive». L’unico rilievo dei medici è «una ansia sottosoglia e una impulsività da autoregolare», che il padre attribuisce proprio alla vicenda scolastica. Parlando con altri genitori, l’uomo ha poi scoperto che diverse famiglie avrebbero ritirato i figli dall’istituto negli ultimi tre anni. I genitori del bambino faticano a trovare un motivo plausibile dietro al gesto delle due maestre: «L’unica spiegazione che ci siamo dati è che volessero avere un insegnante di sostegno». Una ricostruzione che la preside respinge senza appello.L'articolo A 8 anni è «iperattivo e agitato», per le maestre è disabile. Ma i quaderni erano falsificati: il caso nel Veneziano, la scoperta dei genitori proviene da Open.