Adolescenti seguiti fino ai 18 anni dal pediatra: la proposta è contenuta nella prima bozza articolata del decreto Schillaci per la riforma della Medicina generale. Dopo lo schema illustrato una settimana fa alle Regioni e duramente contestato dalla Fimmg, arriva il testo che, seppur non definitivo, dà forma e sostanza al progetto del ministro della Salute. Il cuore della bozza è il doppio canale dell’assistenza primaria, con la convenzione riformata da un lato e la dipendenza per l’impiego nelle Case di comunità dall’altro. Dal pediatra fino ai 18 anniPer la pediatria di libera scelta, invece, si prevede che l’età di esclusiva per l’iscrizione al pediatra “sia compresa dalla nascita fino al compimento del diciottesimo anno”. L’obiettivo è garantire una “maggiore omogenità e razionalità dell’assetto assistenziale”. L’innalzamento dell’età di esclusiva, si legge ancora nel documento, farebbe ritardare l’iscrizione al medico di famiglia, “rendendo meno critico il ricambio generazionale nella categoria”, considerata anche l’attuale carenza di medici di base. Al 1° gennaio 2025 risultavano iscritti presso i 6.284 pediatri di libera scelta in servizio 5.763.534 assisti, il 40% dei quali in età di esclusiva, cioè nella fascia d’età da 0 a 6 anni in cui il bambino è seguito dal solo pediatra. La novità “è una misura che incontra il favore della nostra categoria: è da tempo che portiamo avanti questa richiesta, in linea con quanto accade a livello europeo”, dice a LaSalute di LaPresse Rino Agostiniani, presidente della Società italiana di pediatria. Armonizzare ospedale e territorio“Da un punto di vista di competenze specifiche è giusto che la fascia d’età fino ai 18 anni sia gestita dai pediatri”, aggiunge Agostiniani. Implementare la misura è però tutto un altro paio di maniche e richiederà un’armonizzazione tra ospedale e territorio. “Non è pensabile estendere fino a 18 anni la presa in carica pediatrica se poi negli ospedali la situazione rimane disomogenea da regione a regione. In alcuni ospedali l’accesso ai reparti pediatrici si ferma a 14 anni, in altri a 16, in altri ancora 18”, osserva il presidente della Sip. “Bisogna uniformare le regole per garantire che il sistema funzioni in modo coerente”. In ogni caso, per una fase delicata come l’adolescenza – caratterizzata da sempre maggiori fragilità e difficoltà relazionali, anche alla luce della crescente dipendenza dai social, “la figura più indicata è quella del pediatra”, conclude Agostiniani. “È più probabile che un adolescente parli dei suoi problemi col suo dottore di sempre, piuttosto che con un medico che lo conosce da poco tempo”. Questo articolo Dal pediatra fino a 18 anni: la riforma Schillaci che piace alla Sip proviene da LaPresse