Sempre più cittadini americani optano per far valere il riconoscimento del loro diritto alla cittadinanza per discendenza in altri Paesi. Tra le nazionalità iure sanguinis più richieste, ci sarebbero quella canadese, britannica, irlandese e quella italiana. Proprio le recenti limitazioni all’acquisizione di quest’ultima sarebbero però al centro di aspre polemiche, sulla CNN e su testate come il Guardian. Si tratta di storie di cittadini – spesso statunitensi – che, a seguito delle modifiche alla legge sulla cittadinanza introdotte dal decreto legge n. 36 del 28 marzo 2025, sono passati dall’avere pieno titolo al riconoscimento della propria discendenza italiana a non avere più alcuna concreta possibilità di portare a termine con successo le relative pratiche, in molti casi già avviate. Diversi di loro si sarebbero già trasferiti in Italia, lasciando tutto quello che avevano nel loro Paese d’origine, come nel caso dei coniugi Matwick.Il caso dei coniugi MatwickIl caso più rappresentativo degli effetti della nuova legge sulla cittadinanza, al quale la CNN ha dedicato molto spazio, è rappresentato dalla vicenda che ha visto coinvolti i coniugi Matwick, che si erano trasferiti con un volo di sola andata per l’Italia nell’agosto del 2024. Dopo due anni trascorsi a raccogliere la documentazione necessaria, dopo aver lasciato il lavoro, venduto casa e beni, Kellen e Jacqueline erano arrivati a Torino. La normativa al tempo vigente avrebbe permesso loro di ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana in quanto i bisnonni del marito della coppia erano emigrati dall’Italia centrale in Pennsylvania. Il giorno dopo il loro arrivo, avevano provveduto a inviare un’email alle autorità cittadine con la documentazione relativa al loro caso. «Era agosto, quindi nessuno ha risposto», ha riferito però alla CNN Jacqueline Matwick. «Li ho ricontattati dopo tre settimane e ci hanno detto di tornare a metà ottobre». Il 3 ottobre, però, il governo italiano ha emesso una circolare che ha reso migliaia di americani non idonei alla cittadinanza e la coppia si è ritrovata in Italia con un contratto di affitto di 4 anni, difficoltà nell’accesso alla sanità pubblica, impossibilità di aprire un conto corrente o di ottenere una patente italiana. @goingeuro I’ve been hesitant to share this aspect of our move because (1) I didn’t want to compromise any legal proceedings and (2) a solution always seemed to be right around the corner. But it’s been a year and a half and things keep trending worse.. At this point 🤷‍♀️ #moveabroad #lifeinitaly #juresanguinis ♬ original sound – jacq goes euro 🇺🇸🇮🇹 La questione dei figli minorenniIn sostanza, tale circolare ha cambiato l’interpretazione degli articoli 7 e 12 della Legge n. 555/1912 ed ha previsto la perdita della cittadinanza italiana da parte del minore convivente con il genitore che avesse perso la cittadinanza italiana a seguito di naturalizzazione straniera. Per questo motivo, avendo il bisnonno di Kellen Matwick ottenuto la cittadinanza statunitense quando sua figlia era ancora piccola, anche quest’ultima l’avrebbe persa e, a cascata, nemmeno il nipote ora avrebbe più potuto richiederla (cd. “questione dei figli minorenni” o “minor age issue”).La modifica alla legge: discendenza solo fino al secondo grado La situazione si complicava ulteriormente perché, pochi mesi dopo la suddetta circolare, interveniva la modifica normativa del marzo 2025. La nuova norma prevedeva delle modifiche sostanziali in caso di nascita all’estero da genitori italiani: la limitazione dell’ascendenza che dà diritto alla richiesta della cittadinanza italiana solo entro il secondo grado di parentela. Più precisamente, occorreva avere almeno un genitore o un nonno avente esclusivamente la cittadinanza italiana. E tanto nel caso dei coniugi Matwick quanto nel caso della maggioranza dei discendenti degli emigranti italiani, i genitori o i nonni possedevano anche una seconda cittadinanza, essendo nati e residenti da sempre in un altro Stato. Il ricorso in Corte di Cassazione«Una sera il governo italiano ha fatto andare a dormire decine di milioni di cittadini stranieri in possesso dei requisiti per chiedere il riconoscimento della cittadinanza italiana, compresi i miei assistiti, e li ha svegliati il giorno dopo dicendogli: tu non sei più cittadino italiano». Queste le parole dell’avvocato Marco Mellone, già legale dei coniugi Matwick, che Open ha raggiunto per un commento sul ricorso con cui ha portato la vicenda di altri suoi clienti americani con le medesime problematiche fino in Corte di Cassazione (in Sezioni Unite). L’avvocato ci tiene a ribadire che il diritto alla cittadinanza «in termini giuridici sia imprescrittibile, cioè non possa essere perso. Possono passare anche ottant’anni, novant’anni: il diritto non lo perdi». A stabilirlo sarebbe stata la sentenza 25317 del 2022 della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite. La Corte di Cassazione è quindi ora chiamata ad esprimersi sull’applicabilità retroattiva del decreto legge 36 del 28 marzo 2025: «Una legge retroattiva di 160 anni, una cosa mai successa nell’ordinamento giuridico italiano. Il tutto corredato da un aumento delle spese a 600 euro per persona», ha dichiarato Mellone. La pronuncia della Cassazione, attesa nei prossimi giorni, avrebbe «funzione nomofilattica, in quanto destinata a esprimere principi di diritto che valgono un po’ per tutti i possibili casi che possono essere collegati a quella norma». L’avvocato Mellone si è dichiarato molto fiducioso, in quanto «fino ad adesso le sezioni Unite sono state sempre molto chiare su questo tema».Il repentino cambio di normaUna delle dirette interessate, Jackie Wang, ha dichiarato alla CNN: «La cosa sconvolgente è stata la mancanza di un periodo di transizione. Ha lasciato tutti coloro che si erano trasferiti in Italia in una situazione difficile». Il governo ha infatti fatto entrare in vigore la legge il 29 marzo, ma nel testo della legge è riportato che le sue disposizioni valgono dal 27 marzo, cioè da due giorni prima. «Quindi chi non si era attivato fino al 27 marzo ricadeva nel campo di applicazione della nuova norma». Chi invece aveva fatto una domanda amministrativa o una domanda giudiziaria prima del 28 marzo, quindi fino al 27 marzo poteva ancora godere delle vecchie regole. L’avvocato Mellone ha sottolineato: «È stata così creata un’ulteriore discriminazione per chi non era riuscito in qualche maniera ad avere l’ultimo documento a disposizione – oppure a pagare i 600 euro – e quindi è arrivato un minuto dopo le 23.59 del 27 marzo».Popolazione italiana verso il calo demograficoStime Eurostat sull’andamento demografico della popolazione europea entro il 2100 riportano che il caso italiano registrerà un calo demografico del 24%, portando gli italiani, residenti in Italia, ad essere solo 44,7 milioni. Un’ulteriore ragione quest’ultima, secondo Mellone, per consentire a chi ne aveva titolo fino a prima del decreto legge del 28 marzo 2025, di ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza, specie dal momento che «un cittadino italiano che vive all’estero non costa praticamente niente allo Stato. Non accede al welfare italiano, quindi al sistema sanitario nazionale, come a quello previdenziale né beneficia di alcun tipo di sovvenzione». Anche in termini elettorali, ribadisce Mellone, è «infondato il timore che i cittadini italiani all’estero, potrebbero comandare politicamente l’Italia, in quanto in Costituzione è stabilito che, indipendentemente dal numero dei cittadini italiani che vivono all’estero, essi eleggono sempre lo stesso numero di deputati e senatori, che oggi è 12. Quattro senatori e otto deputati: si tratta solamente del 2% del Parlamento italiano».Cittadini americani e riconoscimenti di altre nazionalitàNon solo cittadinanza italiana: sembra infatti che diversi Paesi abbiano registrato, nel corso del 2025, un’impennata di richieste legate al riconoscimento della cittadinanza iure sanguinis. Il New York Times riporta come «lo scorso anno il numero di americani che hanno richiesto la cittadinanza irlandese per discendenza è aumentato del 63%», definendo i “passaporti di riserva” una misura contro la «retorica e le politiche aggressive dell’amministrazione Trump». Le richieste di cittadinanza irlandese sarebbero aumentate da 11.601 nel 2024 a 18.910 nel 2025, il dato più alto da quando sono iniziate le registrazioni digitali nel 2013. Anche il numero di americani che hanno richiesto la cittadinanza britannica sarebbe in costante aumento: nel 2025 sarebbero state presentate 8.790 domande da parte di cittadini statunitensi, con un incremento del 42% rispetto alle 6.192 del 2024. Alcuni dati diffusi da The Canadian Press riportano inoltre come nel gennaio 2026 i cittadini statunitensi hanno rappresentato la quota maggiore nelle richieste dicittadinanza canadese per discendenza, con un numero di domande dieci volte superiore a quello presentato dai cittadini del Regno Unito, il secondo Paese in classifica. L’impennata di richieste sarebbe stata motivata dall’entrata in vigore di una nuova legge che ha eliminato il limite generazionale per l’ereditarietà della cittadinanza canadese.L'articolo «Tu vuo’ fa’ l’italiano», ma la legge dice no: la stretta sulla cittadinanza che gela gli americani proviene da Open.