Mistero VAR su Inter-Roma: la Procura chiede audio e video originali

Wait 5 sec.

Mer, 29 Apr 2026Continua l’indagine degli inquirenti per far luce sul presunto «sistema» Rocchi.DiRedazioneCondividi l'articolo(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)Le attenzioni degli inquirenti della Procura di Milano si è spostata ora su Inter-Roma, una delle partite più discusse della scorsa stagione e che, inoltre, nei fatti ha deciso la corsa scudetto in favore del Napoli, visto il pareggio scaturito a San Siro.Come riporta l’edizione odierna del La Repubblica, sta approfondendo le proprie indagini per capire l’esatta dinamica dei fatti intorno a quella partita per verificare se sia vero quanto riferito da almeno due testimoni sentiti nell’inchiesta sugli arbitri che conta per ora cinque indagati: la “bussata” del supervisore Andrea Gervasoni al vetro della sala VAR e il «fatevi i fatti vostri» ai varisti su un rigore non concesso all’Inter per la il fallo, riconosciuto dall’AIA successivamente, di Ndicka su Bisseck nell’area giallorossa.L’episodio, che trascende i confini del protocollo VAR, è stato denunciato dall’ex arbitro Domenico Rocca, autore anche di un esposto dello scorso maggio che ha contribuito ad arricchire l’indagine della Guardia di Finanza coordinata dal pm Maurizio Ascione. Ed è stata confermata anche da un altro ex fischietto, convocato più volte e per svariate ore di verbali riempiti.Entrambi, infatti, hanno riferito quanto, a loro dire, circolerebbe tra gli addetti ai lavori: nelle battute finali di Inter-Roma, giocata il 27 aprile 2025, l’arbitro in campo Michael Fabbri lascia correre il fallo di Ndicka sul nerazzurro Bisseck, l’assistente VAR, Marco Piccinini, solleverebbe però più di un dubbio al VAR Marco Di Bello sull’astenersi dall’intervenire. E in questo momento arriverebbe l’intervento di Gervasoni, che busserebbe al vetro per scoraggiarli a richiamare l’arbitro da andare a rivedere l’azione sul possibile rigore, condizionando, se così fosse, la scelta arbitrale.Parole che non si sentono nell’audio-video trasmesso dalla trasmissione tv Open VAR, in cui Rocchi stesso, a suo tempo, ammise di aver trasmesso con ritardo, forse per tutelare i colleghi dalle polemiche di fine campionato dato che, per sua stessa ammissione, il rigore andava concesso. Ma la Procura di Milano ora si riserva di acquisire al più presto i file audio e video originali di quei minuti accendendo dunque un faro sull’accaduto e le eventuali responsabilità.Intanto per domani è previsto l’interrogatorio di Gervasoni – Rocchi invece non si presenterà davanti agli inquirenti – per concorso in frode sportiva «per rispondere alle domande», come assicurato dal suo legale, Michele Ducci, sul capo di imputazione contestato. In particolare, la posizione dell’ex supervisore VAR è riferita nell’avviso di garanzia a una partita di Serie B come Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 in cui ci fu un mancato rigore per gli emiliani. «Nei minuti 50.34 e 52.56 incalzava il VAR Nasca affinché richiamasse Giua all’on field review ai fini della revisione della decisione iniziale», si legge nell’ordinanza. Tra i due peraltro c’erano già state scintille, arrivando quasi alle mani, dopo Inter-Verona del 6 gennaio 2024 sulla famosa gomitata di Bastoni su Duda, non fischiata dal varista ma da sanzionare per il supervisore.Un quadro che evidenzierebbe, come sostenuto da più di un testimone sentito in questi mesi, il «sistema» dell’ex designatore Gianluca Rocchi che sta scuotendo il mondo del calcio, che avrebbe anche un riflesso su alcune presunte sponsorizzazioni con i marchi interessati che hanno messo in standby il tutto per vedere prima a cosa porta l’indagine della Procura.Infine, la Procura, attraverso le parole di indagati e semplici testimoni, sta provando a completare il quadro accusatorio, che rimane ancorato al presunto incontro a San Siro di Rocchi con altri soggetti – le indiscrezioni parlano di altre figure del mondo arbitrale – con lo scopo di decidere le varie designazioni arbitrali per le partite conclusive della scorsa stagione, tenendo presente i desiderata dell’Inter per non avere Doveri, segnato come «non gradito» dai nerazzurri, dopo la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan. Doveri, inoltre, figura fra gli arbitri sentiti dagli inquirenti (non è indagato) per ricostruire il famoso sistema Rocchi. Tra gli indagati, che sono stati ascoltati dal pm, ci sono Luigi Nasca, Rodolfo Di Vuolo, e Daniele Paterna, quest’ultimo indagato per  false dichiarazioni.Il quadro accusatorio, per quanto riguarda Rocchi, parla di designazioni arbitrali «pilotate» per almeno due partite, fra cui c’è anche Bologna-Inter, arbitro Andrea Colombo, definito come gradito dai nerazzurri e sentito nelle scorse settimane dalla Procura. Lo stesso discorso vale anche per il designatore di Serie C Daniele Orsato e gli arbitri Antonio Di Martino, Eugenio Abbattista, Domenico Rocca, Andrea De Marco, che ha il ruolo di coordinare i rapporti tra arbitri e club, e infine il tecnico immagini VAR di Udinese-Parma per quella bussata contestata a Rocchi per spingere i varisti a dare il rigore.Developed by 3x1010