Recensione DJI Lito X1: il miglior drone entry-level del 2026?

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Il Lito X1 riprende il concetto introdotto anni fa dalla serie Mavic, cioè un drone con i bracci pieghevoli, che da chiuso si presenta come una piccola roccia grigia, con una "faccina" disegnata sul davanti.Le sue dimenioni da piegato sono 144 x 94 x 62 mm, un oggetto che sta comodamente in una tasca della giacca e non vi farà rimpiangere di averlo portato. Dispiegato raggiunge i 183 x 251 x 79 mm, dimensioni in linea con quanto ci si aspetta da un drone di questa categoria. Il peso è di 249 grammi, soglia magica che permette di volare senza patentino (ma che non esonera dalla registrazione su D-Flight e dall'assicurazione obbligatoria).La costruzione è quella tipica DJI: plastica di buona qualità, nessun cigolio, cerniere dei bracci solide. Tra l'altro è possibile impostare l'auto-accensione e l'auto-spegnimento del drone all'apertura / chiusura dello stesso: una piccola comodità che non guasta. Le eliche rimangono sempre "svolazzanti", nel senso che non c'è nulla che le tenga unite e ferme mentre il drone è piegato. Tradotto: è bene avvalersi di una borsa per il trasporto piuttosto che gettare il drone in uno zaino insieme a tanta altra roba, per non rischiare di danneggiare inavvertitamente le eliche. Il gimbal è protetto da un blocco in plastica da rimuovere prima del volo, che protegge anche i sensori frontali, una soluzione ormai standard su tutti i droni DJI. La fotocamera guarda leggermente verso il basso in posizione di riposo, segno della libertà di movimento garantita dal gimbal a tre assi che copre da -90° a +40° sull'asse di inclinazione: abbastanza per inquadrare sia dritto sotto di noi che anche verso l'alto.Vale la pena notare una differenza concreta rispetto al Lito 1: quest'ultimo, pur avendo le stesse dimensioni esterne e lo stesso peso, non include il LiDAR frontale, il che si traduce in una protuberanza in meno sul muso del drone. Dal punto di vista estetico non cambia molto, ma da quello pratico è chiaramente un sensore importante in meno per evitare gli ostacoli più insidiosi. Ma di questo parleremo poi, anche perché le differenze tra i due droni sono ben altre. Cominciamo dalle basi, perché vale la pena capire bene di cosa stiamo parlando. I sistemi di rilevamento ostacoli sui droni consumer funzionano tipicamente con fotocamere stereo: due obiettivi affiancati che, come i nostri occhi, calcolano la distanza degli oggetti vicini per triangolazione. Funzionano bene in condizioni di luce adeguata, ma in ambienti bui o con superfici poco contrastate  o non uniformi tendono a perdere precisione o a non funzionare affatto.Il LiDAR (Light Detection And Ranging) lavora in modo diverso: emette impulsi laser e misura il tempo che impiegano a tornare indietro dopo aver colpito un ostacolo. Il principio è un po' quello del sonar e il risultato è una misurazione della distanza molto più precisa, indipendente dalla luce ambientale, capace di rilevare anche superfici non uniformi o poco riflettenti che ingannerebbero una fotocamera.Sul Lito X1 il LiDAR è posizionato frontalmente e ha una portata di 0,5-36 metri con un campo visivo di 80° verticale e 60° orizzontale. Di notte, in condizioni di scarsa illuminazione o comunque in situazioni "difficili", è lui a garantire la frenata di emergenza davanti a un ostacolo che le fotocamere non riuscirebbero a vedere. Sul Lito 1, che monta solo il sistema a visione monoculare omnidirezionale senza LiDAR, il rilevamento frontale resta attivo ma si ferma a una portata massima di 0,5-20 metri e soprattutto perde efficacia non appena la luce scende sotto i 5 lux: in pratica, al tramonto o in un bosco fitto, il drone vola più "alla cieca" di quanto ci si aspetti.Il sistema complessivo di entrambi i droni è omnidirezionale: copre frontale, posteriore, laterale, verso l'alto e verso il basso, con portate che variano tra 0,5 e 15 metri a seconda della direzione (al netto della frontale di cui abbiamo già parlato), integrate dal sensore infrarosso sul fondo per gli atterraggi di precisione.La velocità effettiva di rilevamento varia anch'essa in base alla direzione: fino a 12 m/s in avanti, 8 m/s lateralmente e posteriormente, 5 m/s verso l'alto e il basso. Tradotto: in modalità sport, dove il drone può toccare i 18 m/s, l'obstacle avoidance si disattiva automaticamente, cosa di cui tenere conto se vogliamo volare veloce.In condizioni normali però, Lito X1 è il classico drone che potrebbe guidare anche un bambino, letteralmente (nessun minorenne è stato utilizzato per testarlo da noi). Per quanto ci siamo sforzati di farlo scontrare con rami isolati e altri ostacoli difficili, non ci siamo mai riusciti. Probabilmente sarebbe possibile ingannare comunque il sistema di rilevamento volando al buio pesto, in particolare con ostacoli laterali, ma non vogliamo così male a DJI da ostinarci a sfaciarle un drone a tutti i costi. In tutti i contesti d'uso realistici, Lito X1 è esattamente il drone "sicuro" che ogni principante vorrebbe tra le mani.E chiariamo che evitare gli ostacoli non significa solo fermarsi, ma anche aggirarli (dove possibile) e perfino con una certa eleganza. Un palo, una casupola o altri ostacoli lungo il cammino vengono infatti superati senza troppa perplessità dal Lito X1, che sembra sempre avere un'ottima percezione di ciò che lo circonda e quindi di come circumnavigarlo in sicurezza. Per un principiante questo significa non solo volare con più confidenza, ma anche realizzare fin dal subito delle riprese che altrimenti richiederebbero ore e ore di pratica per esere portate a casa.Il rovescio della medaglia è che gli automatismi limitano la libertà di chi sarebbe capace di "osare di più", ma basta disattivarle e passa la paura. O forse è il contrario. L'ActiveTrack non è certo una novità in casa DJI, ma sulla serie Lito assume un peso specifico diverso rispetto ai modelli più avanzati. Su un Mini 4 Pro o un Air 3S, il tracking è una funzione tra le tante a disposizione di un pilota già esperto. Sul Lito X1, è probabilmente la (seconda, dopo l'obstacle avoidance) funzione attorno a cui ruota l'intera proposta: permettere a chi non ha mai volato di ottenere riprese di sé stesso o di un soggetto in movimento senza dover pensare ai comandi e con tutta la sicurezza data dai sensori di cui sopra.È la stessa cosa che ci ha fatto amare il Neo 2, questa volta montata su un drone più capace dal punto di vista tecnico, che garantisce quindi riprese migliori e più affidabili in tutte le condizioni.Il funzionamento è semplice: inquadriamo il soggetto nell'app DJI Fly (o col radiocomando RC2), confermiamo la selezione e il drone inizia a seguirlo mantenendo la distanza e l'angolazione scelte. La velocità massima di inseguimento dichiarata è 12 m/s in avanti (circa 43 km/h), sufficiente per tenere il passo con un ciclista lanciato, uno skater o chi corre; ma anche con qualcosa di più. Nelle altre direzioni il limite scende a 8 m/s, il che significa che movimenti laterali molto bruschi del soggetto possono temporaneamente "sfuggire" al frame prima che il drone si riadatti.In tutto ciò l'anti-collisione rimane attiva ed è questo a rendere l'active track cosi auto-magico. Immaginiamo una coppia di principianti che vogliono realizzare un video a effetto di un'acrobazia con una moto da trial: una volta attivato il tracking, a uno dei due spetta solo il compito di non cadere dalla moto e all'altro quello di orientare la cam del drone per l'angolatura perfetta, mentre il Lito X1 si muove da solo. Più facile di così è quasi impossibile al giorno d'oggi. E al contrario del Neo 2, che tendeva ad avere un comportamento un po' "nervoso" durante il tracciamento, Lito X1 si muove con maggiore confidenza, anche se frenate / cambi di direzione molto bruschi del soggetto possono fargli assumere delle traiettorie non sempre prevedibili, soprattutto se dovessero subentrare altri soggetti in movimento nella scena.In questi casi occorre avere i pollici ben piazzati sugli stick del radiocomando, perché soprattutto verso il basso il sistema anti-collisione potrebbe non essere sempre in grado di reagire in tempo. Non a caso, la velocità di rilevamento in questa direzione è la più lenta di tutte (solo 18 Km/h), che non vengono raggiunti durante una normale ascensione / discensione verticale, ma con il drone già in corsa a inseguire qualcuno, magari intento ad effettuare una rapida schivata, un secondo soggetto che si inserisce nella scena potrebbe non essere evitato in tempo.Il vantaggio del Lito X1 rispetto al Lito 1 si fa sentire qui forse più che altrove: il LiDAR frontale permette al drone di seguire il soggetto anche in ambienti con ostacoli ravvicinati senza interrompere il tracking per fermarsi. Sul Lito 1, in condizioni di luce scarsa o con ostacoli frontali difficili da leggere otticamente, il sistema tende a essere più conservativo e a privilegiare la frenata rispetto alla continuità del follow: la sicurezza prima di tutto.Detto ciò, il LiDAR è realmente giustificato solo per chi pensa di "spremere" il suo Lito, ovvero usarlo in condizioni non sempre ottimali (leggi: di giorno pieno o in ambienti difficili). In tutti gli altri casi è difficile notare reali differenze tra i due droni sul fronte tracciamento / ostacoli, anche perché le variabili in gioco sono così tante che il confronto diretto è già abbastanza difficile.Vale la pena spendere due parole anche sulle modalità intelligenti che completano il quadro del tracking, tutte "vecchie glorie" per DJI:QuickShot, MasterShot, HyperlapsePanorama La menzione la meritano, ma non troppo di più, nel senso che fanno esattamente ciò che hanno fatto da anni in altri droni DJI. La differenza la può fare la qualità del sensore e quindi delle riprese, e di quelle parleremo a breve. Detto questo, i QuickShot eseguono movimenti cinematografici automatici attorno al soggetto (cerchio, ascesa, dronie e altri), MasterShot combina più movimenti di questo tipo in sequenza producendo una clip già montata, Hyperlapse comprime il tempo su traiettorie prestabilite. Il loro vantaggio è da sempre quello che il risultato finale è praticamente subito pronto per la condivisione, ma ci sarebbe piaciuta (non solo su Lito) una maggior personalizzazione di queste traiettorie automatiche. Al netto del LiDAR, del quale abbiamo già ampiamente discusso, la differenza più sostanziale tra Lito X1 e Lito 1 è un'altra, e vale la pena capire bene cosa cambia nella pratica.Il Lito X1 monta un sensore CMOS da 1/1,3 pollici con 48 megapixel effettivi e apertura f/1,7, il Lito 1 si ferma a 1/2 pollice con la stessa risoluzione nominale ma apertura f/1,8. Un terzo di pollice di differenza nella diagonale del sensore può sembrare poco, ma si traduce in una superficie fotosensibile significativamente più grande sul X1: più luce raccolta, meno rumore digitale, migliore gamma dinamica, soprattutto in condizioni difficili.A questo aggiungiamo che la messa a fuoco parte da 1 metro sul Lito X1 contro i 4 metri del Lito 1: una differenza concreta per chi vuole riprendere soggetti ravvicinati, anche se qui ci siamo già spostati nel campo dei piloti un po' più esperti, quelli che si mettono a fare le pulci su ogni aspetto della scheda tecnica e soprattutto che sono in grao di sfruttare questa differenza, che in delle classiche ripresse aeree dall'alto è inesistente.Sul fronte video, entrambi i droni supportano il 4K fino a 100fps e la modalità slow motion, ma qui le strade divergono nettamente. Il Lito X1 supporta HDR con 14 stop di gamma dinamica, il profilo colore D-Log M a 10 bit e la codifica H.265 fino a 130 Mbps. Il Lito 1 non ha né l'HDR né il D-Log M: registra solo in modalità normale, il che significa meno margine in post-produzione e cieli bruciati o ombre schiacciate nelle scene ad alto contrasto.Oltre a questo, Lito X1 arriva fino a 200fps in FHD, ovvero con uno slow motion 8x; sul Lito 1 invece l'FHD@200fps semplicemente è stato escluso, quindi il massimo slow motion è 4x a 4K@100fps.Di nuovo bisogna mettere le cose in prospettiva. Per chi si limita a condividere sui social senza toccare le clip in editing, la differenza è trascurabile. Per chi vuole lavorare il materiale, è invece un divario che si sente eccome. Dato che abbiamo chiarito che si tratta di droni destinati all'utente qualunque, cosa farà per prima cosa un utente qualunque? Volerà in pieno giorno, magari con un sacco di sole, e lì il Lito X1 brilla, riuscendo a non bruciare facilmente il cielo ma al contempo restituendo abbastanza dettagli nelle ombre. Le fronde degli abeti non sembrano un'unica macchia verde scuro, soprattutto registrando in D-Log e "facendo la fatica" di sviluppare il filmato in post-produzione. Ma anche senza arrivare a tanto, i 14 stop di intervallo dinamico nella fotografia aerea fanno la differenza, e per quanto si possa fare senz'altro di meglio in termini assoluti, su un drone di questa fascia è difficile pretendere di più.Vale la pena citare anche la memoria interna da 42 GB del Lito X1, assente sul Lito 1 che si affida esclusivamente a schede microSD esterne. Non è una funzione di punta, ma per un drone pensato per i principianti è una comodità concreta: possiamo decollare subito senza preoccuparsi di avere la scheda inserita, e il trasferimento via Wi-Fi 6 raggiunge fino a 50 MB/s. Sul Lito 1 la stessa velocità di trasferimento è disponibile, ma richiede sempre la scheda.Chiudiamo con il gimbal a tre assi, identico su entrambi i modelli: copertura da -90° a +40° sull'asse di inclinazione, stabilizzazione meccanica con vibrazioni residue dichiarate di ±0,01°. Non supporta la modalità verticale nativa con rotazione fisica del sensore come il Mini 4 Pro, ma entrambi i Lito offrono una modalità 2.7K verticale (1512x2688 pixel) per i contenuti social in formato portrait, ottenuta per ritaglio digitale.La stabilizzazione, come da tradizione DJI, è davvero eccezionale, al punto che con riprese in modalità normale e assenza di vento sembra di avere un dolly in cielo. E a proposito di vento, entrambi i modelli dovrebbero resistere fino a 10,7 m/s (circa 38 km/h). È un valore nella media per i droni consumer di questa categoria: sufficiente per volare in condizioni di vento moderato. Con una brezza sostenuta o raffiche leggere non ci sono problemi, ma con vento forte o raffiche improvvise il drone fatica a mantenere la posizione e la stabilità delle riprese ne può risentire, anche se per fortuna non ci è mai capitato di trovarci con le eliche nell'inquadratura. DJI dichiara 36 minuti di autonomia massima per il Lito X1 con la batteria standard, misurati in condizioni ideali: volo in avanti a velocità costante di 21,6 km/h, senza registrazione attiva, in ambiente privo di vento. Praticamente nessuno volerà mai così.Nella realtà, con la registrazione accesa, il vento e i movimenti continui tipici di una sessione di riprese, il dato reale si avvicina più ai 20 minuti di autonomia, chiaramente variabili in base a un miliardo di condizioni diverse. Lo stesso vale per Lito 1.Sinceramente sono buoni margini per dei droni così piccoli e portatili, che consentono di realizzare riprese abbastanza lunghe senza dover atterrare per un pit-stop.Chi vuole di più può optare per la batteria Plus, che porta l'autonomia massima dichiarata a 52 minuti e quella tipica a 37 minuti. Attenzione però: la batteria Plus è disponibile solo nel bundle Fly More Combo Plus con DJI RC 2, non come accessorio separato acquistabile per qualsiasi configurazione del Lito X1. Sul Lito 1 la situazione è ancora più restrittiva: la batteria Plus non è supportata affatto, e fine dei giochi.La ricarica della batteria standard richiede circa 73 minuti attraverso il corpo del drone, che scendono a 45 minuti usando il charging hub, con il quale è possibile ricaricare tre batterie in parallelo in circa 87 minuti totali, a condizione di usare un caricatore che supporti il protocollo PD con almeno 45W. Numeri ragionevoli per una giornata di riprese con due o tre batterie in tasca.Sul fronte trasmissione video, il Lito X1 monta il sistema O4 di DJI con una portata massima dichiarata di 15 km in condizioni ottimali (standard IC, spazio aperto senza interferenze), che scende a 8 km in Europa (standard CE). Nella realtà urbana, con le interferenze tipiche di una città, la portata effettiva si attesta tra 1 e 1,5 km in ambiente densamente costruito, mentre arriva al massimo solo in zone periferiche o costiere. La latenza minima dichiarata con il radiocomando è di circa 120 ms, e la qualità del live view arriva fino a 1080p/60fps. Numeri identici su entrambi i modelli Lito.Sinceramente sono anni che non abbiamo nulla di cui lamentarci del sistema Ocusync, e non inizieremo certo con questi nuovi modelli, anche perché ricordiamo che i Lito vanno operati sempre a vista, quindi tutti questi chilometri di distanza sono più numeri su una scheda tecnica che valori da raggiungere, soprattutto per un principiante. Il Lito X1 si compra in quattro configurazioni: solo drone a 419 euro, include il drone, una batteria e il radiocomando DJI RC-N3, che richiede uno smartphone agganciato per il live viewFly More Combo con DJI RC-N3 a 579 euro, aggiunge due batterie extra, il charging hub e la borsa.Fly More Combo con DJI RC 2 a 689 euro sostituisce il radiocomando con l'RC 2, che ha uno schermo integrato ed elimina la dipendenza dallo smartphone, ma mantiene la batteria standard.Fly More Combo Plus con DJI RC 2 a 769 euro, è l'unica configurazione che include la batteria PlusIl Lito 1 parte da 339 euro per il solo drone con RC-N3, e sale a 479 euro per il Fly More Combo. Ottanta euro di differenza sul solo drone rispetto al Lito X1: non pochissimi, ma nemmeno un abisso considerando quello che si guadagna, ovvero il sensore più grande, il LiDAR frontale, il D-Log M, l'HDR e la memoria interna. Chi non ha intenzione di lavorare il materiale in post-produzione e vola sempre di giorno in condizioni ottimali troverà nel Lito 1 un prodotto più che sufficiente. Chi invece vuole margini più ampi in ogni condizione, il salto al Lito X1 si ripaga in fretta in termini di soddisfazione.Il confronto più utile da fare è quello con i modelli che stanno immediatamente sopra e sotto nella gamma DJI. Da un lato c'è il Mini 4K, che si trova oggi intorno ai 200 euro: ha un sensore da 1/2,3 pollici, nessun rilevamento ostacoli e il 4K si ferma a 30fps. Costa quasi la metà del Lito X1, ma è un prodotto fondamentalmente diverso: niente obstacle avoidance, niente tracking affidabile, niente slow motion degno di nota. Per chi inizia e vuole volare con una certa serenità, non è la scelta giusta: meglio un Neo 2 allora, più semplice e divertente e con anti-collisione.Dall'altro lato c'è il Mini 5 Pro a 719 euro (street price): sensore da 1 pollice intero con 50 megapixel, LiDAR frontale, 4K@120fps in slow motion, gimbal con rotazione verticale nativa. Rispetto al Lito X1 è un salto netto in termini di qualità d'immagine e versatilità, ma costa quasi il doppio. Chi inizia e vuole già un prodotto con cui crescere nel tempo potrebbe trovarlo giustificato; per tutti gli altri, il Lito X1 a 419 euro è probabilmente il punto di ingresso più sensato dell'intera gamma DJI oggi. E col passare del tempo lo diventerà sempre di più. Il sample per questa recensione è stato fornito da DJI, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. 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