L’Irpef svuotata: 11,3 milioni di contribuenti non versano nulla e 2 milioni hanno la flat tax. L’85% dell’imposta da dipendenti e pensionati

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Sale da 24.830 a 25.820 il reddito medio dichiarato dagli italiani soggetti all’Irpef. E anche dai dati sulle dichiarazioni 2025 relative ai redditi 2024, pubblicati dal dipartimento Finanze del Mef, emerge un aspetto ormai assodato che però non manca mai di suscitare sorpresa: se si sommano gli 8,7 milioni di contribuenti che hanno imposta netta pari a zero perché guadagnano molto poco, grazie alle detrazioni o perché godono di regimi sostitutivi e quelli che se la vedono compensare dal trattamento integrativo (l’ex bonus Renzi di 80 euro poi reso strutturale), oltre 11,3 milioni sui 42,8 che presentano dichiarazione non versano nemmeno un euro. Dietro ci sono ovviamente sia salari bassi sia lavoro nero ed evasione fiscale. Oltre al ben noto fenomeno dello svuotamento dell’Irpef per effetto delle troppe forme di prelievo alternativo – e più conveniente – offerte ai titolari di redditi diversi da quelli da lavoro e da pensione. Con il risultato che le ultime due categorie si fanno stabilmente carico dell’85% dell’imposta. Tutti i regimi di favore che svuotano l’IrpefA erodere la martoriata base imponibile dell’imposta nata cinquant’anni fa con l’obiettivo di tassare tutti i redditi personali indipendentemente dalla fonte contribuisce attivamente la flat tax: l’agevolazione che consente di pagare solo il 15% di tasse al posto delle normali aliquote e addizionali se i ricavi non superano gli 85mila euro – in violazione dell’equità orizzontale tra contribuenti – ha ormai attirato sotto il suo ombrello 2 milioni di autonomi, ditte individuali e professionisti. Altri 3,3 milioni di persone, proprietari di case date in affitto, hanno goduto su quel reddito della cedolare secca al 10% (applicata alle locazioni a canone concordato), al 21% o al 26%. Contribuisce infine alla fuga dall’Irpef anche l’imposta agevolata del 5% sui premi di produttività, applicata a 2,6 milioni di contribuenti. E fuori dall’Irpef stanno pure i super ricchi stranieri che si sono trasferiti in Italia per godere della tassa piatta voluta dal governo Renzi, raddoppiata a 200mila euro dal governo Meloni nel 2024 e portata poi a 300mila euro da quest’anno: in base alle ultime dichiarazioni sono 1.631 quelli che ne hanno beneficiato (a fronte di redditi il cui ammontare non è dato conoscere). Sono poi 933 i pensionati stranieri che si sono trasferiti in un piccolo Comune del sud per avere accesso all’imposta sostitutiva del 7% introdotta nel 2019. Non si vedono invece ancora, perché è stata introdotta con l’ultima legge di Bilancio, gli effetti della detassazione al 5% degli aumenti contrattuali.Quanto dichiarano autonomi e dipendentiNel complesso il reddito dichiarato l’anno scorso è ammontato a 1.076,3 miliardi di euro (+4,7% rispetto al 2023). Gli autonomi che sono rimasti nella tassazione ordinaria hanno dichiarato lo scorso anno una media di 67.510 euro, in calo del 4,1% dagli oltre 70mila dell’anno prima. Quasi il triplo rispetto ai 24.520 euro dei lavoratori dipendenti, saliti della stessa percentuale – dai 23.290 euro dell’anno prima – per effetto dell’aumento degli occupati sia a tempo indeterminato (+1,6%) sia a termine (+1,1%). Anche se va considerato che la differenza è in parte spiegata dal fatto che i redditi da lavoro autonomo sono al lordo dei contributi. I pensionati si fermano invece a 22.390 euro, +5,3% sul reddito 2023. Ma le medie, come è noto, dicono poco sulla distribuzione. Qualcosa in più dicono le mediane, cioè i valori “centrali” che dividono a metà il campione (il 50% guadagna di meno e il 50% di più): per gli autonomi la mediana è di 41mila euro, segno che pochi redditi elevati spingono verso l’alto la media, mentre per i dipendenti è poco sotto i 22mila euro, segno di una maggiore uniformità. A livello territoriale la regione con reddito medio complessivo più elevato è ancora la Lombardia (30.200 euro), seguita dal Trentino Alto Adige (28.553 euro, con la provincia di Bolzano che raggiunge i 29.850 euro), mentre in coda c’è ancora una volta la Calabria (19.020 euro).Sopra i 100mila euro l’1,7% dei contribuentiPer capire di più conviene guardare alle fasce di reddito. In attesa dei dataset completi, l’analisi dei dati fornita dalla direzione Studi e ricerche economico-fiscali del dipartimento Finanze evidenzia che rispetto allo scorso anno (qui la tabella interattiva realizzata lo scorso luglio dal Fatto.it) è nuovamente diminuita la consistenza di quelle più basse, fino a 26mila euro dichiarati, mentre come nel 2023 si è registrato un consistente aumento dei contribuenti al di sopra dei 26mila euro e in particolare nel range 26-35mila euro, in cui ricadevano già oltre 7 milioni di italiani, saliti di 769mila unità in base alle ultime dichiarazioni. Il trend sposta però di poco il quadro della ripartizione per classi: quella tra i 20 e i 26mila euro resta la più numerosa con oltre 6,5 milioni di soggetti. Ben 14 milioni di italiani si collocano tra i 12mila e i 26mila euro e hanno quindi un’imposta a carico molto contenuta. Sopra i 100mila euro dichiarati si contano invece solo poco più di 740mila contribuenti, l’1,7% del totale. E nell’empireo superiore ai 300mila euro ricade un infinitesimale 0,2%. Il 32% dell’Irpef dal 18,6% di contribuenti con redditi tra 35mila e 70mila euroDati gli ordini di grandezza il risultato, se si guarda all’Irpef versata, è che il 65% dell’imposta arriva da chi ha redditi oltre i 35mila euro. Il 32%, per la precisione, è dichiarato dal 18,6% di contribuenti che si piazza tra i 35mila e i 70mila, e il 19,2% dalla fascia più ampia, quella tra 26mila e 35mila euro, in cui ricade il 23% dei soggetti. Lo 0,2% che dichiara cifre elevate dichiara il 6,6% dell’imposta netta totale. Mentre, come detto, 11,3 milioni non versano nulla. L’anno prima, va detto, erano ancora di più: 11,8 milioni.L'articolo L’Irpef svuotata: 11,3 milioni di contribuenti non versano nulla e 2 milioni hanno la flat tax. L’85% dell’imposta da dipendenti e pensionati proviene da Il Fatto Quotidiano.