Decreto Schillaci, nella bozza i liberi professionisti possono diventare dipendenti pubblici per la Asl. I medici di base protestano

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Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha proposto una riforma per rafforzare la sanità territoriale in Italia. I medici di famiglia diventerebbero protagonisti delle Case di Comunità, con la possibilità (volontaria) di passare da liberi professionisti convenzionati a dipendenti del Servizio sanitario nazionale. Attualmente molti sono convenzionati con le ASL, ma in futuro potranno scegliere volontariamente di diventare di fatto dipendenti pubblici.Le criticheLo scopo è quello di dare maggiore assistenza sul territorio, sgravando sugli ospedali, anche con équipe multidisciplinari. Così facendo i medici non saranno pagati solo sul numero di pazienti ma anche sul lavoro svolto nella rete sanitaria. Questo aspetto ha generato critiche tra i professionisti del settore. Alcuni temono la perdita di autonomia professionale con il passaggio al lavoro dipendente, effetti negativi sulle pensioni e ci sono perplessità sull’applicazione del cambiamento: farlo non rischia di peggiorare la situazione dove c’è già carenza di personale negli ospedali? In Italia mancano già oltre 5.700 medici di medicina generale.La bocciatura della FnomceoAnche la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) ha criticato la bozza della riforma presentata ieri. «È una riforma fatta senza i medici e senza i cittadini: inefficace, inutile e dannosa», ha affermato il presidente Fnomceo Filippo Anelli a Mattina24 su Rainews24. Per Anelli, la riforma «mette in discussione un principio fondamentale per questo tipo di assistenza. Oggi il medico di famiglia è il medico del cittadino, il medico della persona che lo sceglie e ha come ottica quella di tutelare la sua salute. Diversamente, diventerebbe il medico dell’azienda tutelando l’interesse aziendalistico», ha spiegato. Critiche anche all’operato del Governo in tema di riforma della sanità territoriale. «In questi tre anni si poteva fare tanto: un piano straordinario per trovare il personale per far funzionare le Case di comunità, si poteva far passare in Parlamento la trasformazione del Corso specifico in Medicina generale in corso di specializzazione in medicina generale, riconoscendo a questa branca quella dignità professionale che merita, si poteva provare ad allocare risorse per assumere infermieri, psicologi, tecnici, ostetriche», ha proseguito Anelli. «Invece i medici di medicina generale sono ancora soli, quando avrebbero bisogno anche di collaboratori di studio, di personale amministrativo. Questo perché non ci sono risorse». Allora, ha concluso Anelli, «il problema delle Case di comunità non sono i medici di famiglia. Il problema è che in questi tre anni non si è deciso quali servizi erogare e soprattutto non si sono messe le risorse per assumere tutte le professionalità mancanti».L'articolo Decreto Schillaci, nella bozza i liberi professionisti possono diventare dipendenti pubblici per la Asl. I medici di base protestano proviene da Open.