Flotilla, ahi ahi Greta: la Thunberg scaricata a terra

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Ma io non è che l’Ernesto Ragazzoni lo scomodassi, lo parafrasassi invano, per puro snobismo culturale, sapete: “Cupa Greta, triste Greta solitaria”. Squisitissimo paradosso ossimorico, la ragazza più rompi del pianeta, che voleva salvare impedendogli di girare, è anche la più isolata: nessuno la regge, il mondo intero, come la vede, fa come la povera Magda di Furio: “non la sopporto più!”.La Svezia la rigetta come un calcolo che fatica a espellere e lei finge disprezzo: “qui ci son troppi fascisti, vivrò nomade nelle cucine degli amici”; ma gli amici a loro volta si sfilano, si defilano e i frigoriferi li lucchettano da quella possibile scroccona; allora lei si butta sulle flottille, ma neanche lì le dice bene, perché a bordo della “Family”, l’ammiraglia stracciona dei magnoni che a colpi di mandibole si finivano le scorte destinate a Gaza, non ce la volevano: troppo primadonna, troppo esibizionista, al che la pupazzetta invecchiata saltava in rotta sull’“Alma”, dove gli israeliani se la impacchettavano; alla fine perfino lei ha capito che la flotilla non è cosa: il suo amico del corazon Thiago Avila l’ha trasformata in fottilla, dove più che combattere sopra coperta si lotta sotto.Insomma da ristorante in casino, mandibole & mandibole, in piena continuità col sessismo anni Settanta di Lotta Continua, dove le donne erano considerate e trattate come carne da svago & divago, nel più puro spirito maschilista, quando non le sbattevano a legnate ai cortei (è tutta storia nota, stradocumentata e lagnata dalle militanti che raccontavano di violenze, stupri, obblighi a tacere: se non ci credi, studia!).Più rompipalle non c’è, e immaginatevela pure col tono nasale di Ramazzotti: la ragazza sta a secco pure a questo giro, s’è arenata, spiaggiata, non l’hanno voluta; la portavoce italiana, la Maria Elena Delia, ha mandato un comunicato democristiano in purissimo stile Prima Repubblica, dove parla tanto per dire niente: la guerra nel Golfo, il momento non adeguato, “sarebbe meglio concentrare gli sforzi su altri tipi di azioni”. Tradotto: non sei la benvenuta, torna sul pianeta, che fa troppo caldo.Come dicevano nel Piemonte sabaudo: i bei fioi i và suldà, i macacu resta a cà. Greta macacu resta a terra mentre l’invincibile masnada salpa nel tripudio di picaresche bandiere di Hamas. Le scoppia nel cuore la voglia di navigare, ma invece no: ci ha ripensato lei, siccome non la volevano, come per la Svezia; lei, mesta, cupa, triste Greta solitaria, dal pontile ideale di Cetraro, aspra Calabria, a stamburare per i porti, i moli, le stradine. Ma chi la sente. Ma chi la sente. Ormai non la caga più manco la stampa locale.Poteva attivarsi Mimmo Lucano, compagno propal di Riace, invece tace anche lui. Tanto tuonò contro i potenti che “le rubavano il futuro”, che piovve insofferenza, distanza, perfino intolleranza: il mondo è inclusivo nell’escluderla. Infilata da Israele tra le prime dieci persone non grate in odor di terrorismo, dev’essere diventata un po’ ingombrante, la piccina, anche per gli ardimentosi pirlati dei Caraibi: fosse mai che ci ritroviamo addosso i soliti sionisti e ci rovinano pure quest’altra gita; che noi qui abbiamo da mangiare e scopare, la vita di Michelazzo alla salute dei gazawi.“We are all Palestine”, ma i frì frì palestai non la vogliono mai. Non la vuole nessuno. Questa caricatura sgangherata di Paggio Fernando è ridimensionata, questa è la verità, dalla realpolitik dei professionisti del parassitismo nautico sponsorizzato by Soros, rifiutata da cielo, da mare e da terra. E adesso non sciopera per il futuro solo di Friday ma ogni giorno della settimana: che fa? Le giornate sono vuote, tutte uguali, da oriente a occidente, dal Manzanarre al Reno è un tuono: Thunberg, passa via. Non le resta che chiedere la cittadinanza italiana a mezzo del compagno Tony La Piccirella, che magari la imbarca il partito di Ilaria Salis: ma pare difficile anche lì, i massimalisti nazionali sono una specie nella specie, talmente drogati di attenzioni, di visibilità, talmente disabituati alla fatica, avvezzi all’air conditioned in Tesla, si scandalizzano se debbono alzarsi alle sei per andare alla buvette della Camera, se alle 7,30 gli bussano alla porta chiedendo rispettosamente documenti: “ah, violazione delle mie prerogative, Stato fascista”.Leggi anche: La Flotilla di Greta è un circo: ora scoppia il sexgateLa Flotilla pronta a tutto. Tranne che a mobilitarsi per le donne iranianeDue piccole galle nel pollaio non ci stanno, si okkupano spazi a vicenda. Intanto il comunismo “4 amici al bar” punto zero si ridefinisce, si resetta: “ah zoccolè, io mica so pacifista così: SO PACIFISTA COSÌ!!!”. E volano gli stracci, e tutti vogliono essere i più duri e puri, non c’è posto più litigioso al mondo della flotilla delle ganasce sempre in funzione.Fattene una ragione, ah Greta, sii grata: l’abbuffata già l’hai fatta, mo’ fatte da parte in questo mondo gretto, che ti va stretto, che non è perfetto, ma tu non demordere, c’è sempre una nuova causa, un nuovo orizzonte, una nuova prospettiva, una casacca da infilare: che ne diresti di quella di cassiera all’Eurospin? Così, tanto per provare il brivido di guadagnarti da vivere, almeno una volta nella vita. Davvero dalla parte degli umili, degli sfruttati, delle vittime reali del sistema, di quelli che il futuro glielo hanno rubato davvero lasciandogli un presente di merda, eppure sorridono, non ringhiano sempre. No, eh?Max Del Papa, 24 aprile 2026L'articolo Flotilla, ahi ahi Greta: la Thunberg scaricata a terra proviene da Nicolaporro.it.