È stato presentato il Rapporto italiano sulle malattie non trasmissibili sviluppato da ALTEMS, con il coordinamento scientifico dell’ingegnere Emmanouil Tsiasiotis e con il contributo non condizionante di AstraZeneca Italia e Philips, nell’ambito della Partnership for Health System Sustainability and Resilience (PHSSR), iniziativa internazionale che mette insieme Istituzioni, Università e Industria per supportare i sistemi sanitari nel migliorare sostenibilità e capacità di risposta assistenziale.Il report fornisce un’analisi sistemica articolata su sette domini di performance: salute della popolazione, governance, erogazione dei servizi, finanziamento, workforce, tecnologie e sostenibilità ambientale. Il documento propone evidenze e indirizzi per rafforzare la capacità del Servizio Sanitario Nazionale di intervenire precocemente lungo il patient journey, andando dalla prevenzione alla diagnosi precoce tramite modelli di screening strutturati a livello nazionale, fino alla presa in carico della cronicità. Il coordinatore scientifico del progetto ha descritto come «la longevità della popolazione italiana rappresenta un punto di forza del Paese, ma pone anche una sfida crescente alla gestione della cronicità per un Servizio Sanitario Nazionale storicamente più orientato a rispondere che a prevenire. Oggi, alla luce della trasformazione in atto nella presa in carico territoriale si apre un’importante occasione per ripensare in modo sistematico il ruolo della prevenzione».Il Rapporto evidenzia come, nel 2023, solo il 54% delle prime visite specialistiche sia stato erogato entro i 30 giorni previsti, con conseguenze dirette sulla sostenibilità del sistema salute. Un altro elemento centrale riguarda il rafforzamento della prevenzione, anche alla luce delle disuguaglianze territoriali menzionate nel Rapporto, con coperture di screening che raggiungono il 65–70% in alcune Regioni del Nord ma che scendono sotto il 40% in diverse Regioni del Sud. A fronte di ciò, il documento sottolinea la necessità di sviluppare modelli organizzativi supportati da sistemi informativi strutturati. La sanità digitale, infatti, viene considerata come infrastruttura abilitante, a condizione che sia governata in modo orientato all’equità.In merito, Americo Cicchetti, Professore in Healthcare Management presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, richiamando il valore del Rapporto PHSSR italiano, ha evidenziato che «la disponibilità di dati strutturati rappresenta un presupposto essenziale per programmare interventi precoci sulle malattie non trasmissibili. Consolidare una governance dei dati significa rendere più misurabili gli obiettivi e più efficace la riduzione delle disuguaglianze territoriali».Un asse centrale del Rapporto riguarda l’implementazione del Decreto Ministeriale n.77 del 2022, finalizzato a rafforzare l’assistenza territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale, in quanto leva organizzativa per l’identificazione precoce delle malattie non trasmissibili. Il Rapporto dedica attenzione alla forza lavoro sanitaria, evidenziando come carenze strutturali possano rappresentare un vincolo all’effettiva messa a terra delle riforme. Il Rapporto sottolinea la necessità di considerare la prevenzione come investimento strutturale, anche in considerazione di come in Italia le risorse dedicate a tale ambito si aggirano attorno al 5% della spesa sanitaria complessiva. In questo contesto, Francesca Patarnello, VP Market Access & Government Affairs AstraZeneca Italia, ha dichiarato che «come imprese del life science abbiamo una responsabilità precisa nel rendere disponibili innovazione, dati e competenze attraverso modelli di collaborazione pubblico‑privata, portando esperienza, investimenti e un approccio imprenditoriale a sostegno di riforme di sistema. I dati del report confermano il valore dell’intervento tempestivo sulle malattie non trasmissibili e la necessità di politiche di prevenzione stabili. In questo quadro apprezziamo le recenti misure che semplificano il percorso del paziente e rafforzano la prossimità delle cure attraverso il ruolo crescente del medico di medicina generale e del farmacista territoriale, come è stato ad esempio per le decisioni sulla prescrivibilità e canale distributivo delle gliflozine, o come nel caso delle risorse per lo screening precoce del tumore del polmone. Da anni sosteniamo questa visione con progetti rivolti a professionisti sanitari, cittadini e pazienti, per ridurre le disuguaglianze di accesso e lavorare su politiche sanitarie e farmaceutiche basate sulle evidenze».La sezione del Rapporto dedicata al ruolo della sanità digitale pone al centro la necessità di rendere interoperabili i sistemi informativi e di garantire scalabilità delle soluzioni, affinché l’innovazione non si traduca in un ulteriore fattore di frammentazione. «La digitalizzazione può diventare un abilitatore concreto della diagnosi precoce e della continuità assistenziale solo se accompagnata da regole di governance e strumenti di valutazione capaci di misurarne l’impatto sull’efficacia dei percorsi», ha sottolineato Clara Sattler de Sousa e Brito, Leader Europe Region Philips, evidenziando come «valorizzare il dato come leva di programmazione e miglioramento delle performance significa rendere più replicabili le soluzioni e più tempestiva la risposta del sistema alle esigenze delle persone con patologie croniche».Il Rapporto PHSSR italiano restituisce un elenco di priorità: la combinazione tra monitoraggio dell’equità e della tempestività dell’accesso alle cure, rafforzamento dell’assistenza territoriale, riequilibrio degli investimenti in prevenzione, e governo della sanità digitale emerge come architettura necessaria per ridurre la variabilità tra Regioni e garantire adeguata continuità assistenziale. Piattaforme come il PHSSR, promuovendo la collaborazione tra istituzioni, scienza e impresa, possono contribuire a rendere il sistema sanitario nazionale più resiliente, integrando dati e conoscenze all’interno di politiche pubbliche sempre più data driven ed efficaci.Questo articolo Sostenibilità e resilienza del Sistema sanitario: presentato il rapporto sulle malattie non trasmissibili proviene da LaPresse