Il rosario tra le mani e il “disagio invisibile”, la procura indaga sul quadro clinico della donna che si è uccisa con i suoi figli a Catanzaro

Wait 5 sec.

Le indagini si concentrano sullo stato di salute psichica, attuale e pregresso, della donna di 46 anni che si è lanciata dal terzo piano della propria abitazione portando con sé i tre figli. Due dei bambini, di 4 anni e di appena 4 mesi, sono morti, mentre la sorellina di 6 anni è ricoverata in condizioni gravissime nel reparto di rianimazione dell’ospedale cittadino. La Squadra mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica, sta ricostruendo in modo approfondito il quadro clinico della donna, ritenuto un elemento chiave per comprendere le motivazioni del gesto. L’ipotesi investigativa prevalente è quella dell’omicidio-suicidio, ma gli inquirenti stanno conducendo tutti gli accertamenti del caso. Anna Democrito avrebbe manifestato già in passato un disagio di natura psichiatrica, circostanza confermata anche in una nota della Procura.Gli approfondimenti riguardano in particolare la possibile presenza di stati depressivi, recenti o risalenti nel tempo, e più in generale di forme di sofferenza psichica che possano aver inciso sulla capacità di valutazione e di autodeterminazione. Gli investigatori stanno inoltre analizzando i rapporti personali e familiari, per verificare l’eventuale esistenza di segnali di disagio o situazioni di fragilità non emerse in modo evidente. Parallelamente proseguono gli accertamenti tecnici sulla dinamica dei fatti. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona sono al vaglio degli inquirenti e potrebbero contribuire a chiarire con maggiore precisione la sequenza dell’azione. L’ipotesi più accreditata è che la donna abbia prima lanciato i figli nel vuoto e poi si sia gettata. Quando i soccorritori sono intervenuti, la 46enne stringeva tra le mani un rosario, elemento acquisito agli atti.Pur con un quadro che orienta verso un gesto volontario, la Procura mantiene aperti tutti gli approfondimenti necessari a escludere con assoluta certezza l’eventuale coinvolgimento di terze persone, ipotesi che al momento non trova riscontri ma che rientra nella prassi investigativa. Al momento della tragedia il marito si trovava in casa e stava dormendo. Sarebbe stato svegliato da rumori improvvisi e, non trovando i familiari, è sceso in strada facendo la drammatica scoperta. Nell’appartamento sono stati eseguiti i rilievi da parte della Polizia scientifica, alla presenza del pubblico ministero Graziella Viscomi e della dirigente della Squadra mobile Rosaria Di Blasi.In una nota, la Procura sottolinea che le indagini sono ancora in corso per “delineare la dinamica dell’azione e le motivazioni dell’insano gesto, connesso alla condizione psichica della donna”, confermando la centralità del quadro clinico nella ricostruzione dei fatti. Resta intanto estremamente delicata la situazione della bambina sopravvissuta, ricoverata in rianimazione, mentre la città è profondamente scossa.“Non è una bella giornata per la nostra città. Siamo sgomenti – ha dichiarato il sindaco, Nicola Fiorita– Appena sapremo la data dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino”. Il primo cittadino ha aggiunto: “Non conoscevo la famiglia e, per quanto ne so, non era seguita dai servizi sociali”, sottolineando che “la famiglia non viveva una situazione di disagio e quello in cui risiedeva non è un quartiere degradato”. Se l’ipotesi investigativa fosse confermata, ha osservato, “sarebbe un caso di disagio invisibile”. Fiorita ha inoltre ricordato che la famiglia “frequentava la comunità parrocchiale, che è una comunità molto viva”.Dall’arcivescovo metropolita, Claudio Maniago, arrivano parole di cordoglio e riflessione: “Davanti a una tragedia così grande non possiamo restare indifferenti. Siamo chiamati a custodire chi soffre, a riconoscere il dolore nascosto che abita tante vite e a costruire comunità capaci di ascolto, vicinanza e amore”. In una nota, l’arcivescovo si dice “profondamente addolorato” e affida “alla misericordia di Dio” la donna e i due bambini morti. Un pensiero è rivolto anche alla bambina ricoverata, “che lotta per la vita”, con l’auspicio che possa ricevere “forza, speranza e sostegno attraverso le cure dei medici e la vicinanza di quanti le vogliono bene”. Infine, esprime “vicinanza paterna al marito, ai familiari e a tutta la comunità”, invitando a “unirsi nel silenzio e nella preghiera”.Se hai bisogno di aiuto o conosci qualcuno che potrebbe averne bisogno, ricordati che esiste Telefono amico Italia (0223272327), un servizio di ascolto attivo ogni giorno dalle 10 alle 24 da contattare in caso di solitudine, angoscia, tristezza, sconforto e rabbia. Per ricevere aiuto si può chiamare anche il 112, numero unico di emergenza. O contattare i volontari della onlus Samaritans allo 0677208977 (operativi tutti i giorni dalle ore 13 alle 22).L'articolo Il rosario tra le mani e il “disagio invisibile”, la procura indaga sul quadro clinico della donna che si è uccisa con i suoi figli a Catanzaro proviene da Il Fatto Quotidiano.