Beatrice Venezi non è più la direttrice – anzi, il direttore – dell’Orchestra della Fenice di Venezia. Licenziata dopo le polemiche sorte per un’intervista a un giornale straniero. Lo ha fatto sapere oggi, domenica 26 aprile, lo stesso teatro. «La Fondazione Teatro La Fenice, per voce del sovrintendente Nicola Colabianchi, comunica di aver deciso di annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi», si legge in una nota della Fondazione. «La decisione – si spiega – è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra. Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d’Orchestra». Una decisione su cui mette la firma pure il ministro della Cultura. Alessandro Giuli infatti «prende atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza, e conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia», si legge in una nota, «con l’auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d’ogni ordine e grado, nell’interesse del Teatro e della città di Venezia».Lo scontro coi musicisti e le dichiarazioni al giornale argentino Beatrice Venezi, nominata a settembre scorso, è stata osteggiata sin dal primo giorno dai musicisti della Fenice, che hanno protestato in varie forme a anche scioperato per ottenere la sua rimozione. Alla fine, dopo mesi di tormenti, a sbloccare la situazione è stata di fatto la stessa 36enne direttrice d’orchestra, nota anche per le sue posizioni di destra. In un’intervista concessa pochi giorni fa al quotidiano argentino La Naciòn, Venezi aveva infatti descritto così il clima ostile trovato alla Fenice: «Non vengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra nella quale i posti si passano praticamente di padre in figlio». Parole che avevano provocato la nuova levata di scudi di musicisti e lavoratori – affermazioni «false, gravi e offensive», aveva replicato la Rsu – ma che aveva irritato pure il sovrintendente del Teatro Colabianchi, che nei mesi scorsi aveva sempre difeso la nomina di Venezi. «Naturalmente non condivido le affermazioni del maestro Venezi, in quanto conosco l’orchestra e ne apprezzo le qualità», aveva detto. Oggi la decisione che segna l’epilogo del rapporto di lavoro.L'articolo Beatrice Venezi licenziata dalla Fenice: «Ha infangato il nome del Teatro». Lo scontro coi musicisti e l’ultima intervista: cos’è successo proviene da Open.