Israele, i due ex premier Lapid e Bennett uniscono le forze per cacciare Netanyahu. Quando si vota e cosa dicono i sondaggi

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Yair Lapid e Naftali Bennett, i due politici israeliani che tra il 2021 e il 2022 avevano interrotto il “regno” di Benjamin Netanyahu spodestandolo dal posto di primo ministro, rilanciano la sfida al premier in vista delle elezioni politiche fissate per il prossimo autunno. L’ex presentatore tv e l’ex enfant prodige della destra israeliana hanno deciso infatti di fondere i rispettivi partiti, Yesh Atid (“C’è un futuro”) e Bennett 2026 in una lista unica. Si chiamerà BeYachad (“Insieme”) e sarà guidata da Bennett, ha fatto sapere l’ufficio di quest’ultimo, che sottolinea come quest’iniziativa sia «il primo passo nel processo di ricucitura dello Stato di Israele». L’annuncio ufficiale da parte dei due leader è atteso per questa sera. «Questa mossa unisce il blocco per le riforme, pone fine alle lotte intestine e consente che tutti gli sforzi siano investiti verso una vittoria netta alle prossime elezioni così da condurre Israele alle riforme necessarie», si legge ancora nella nota. Stando agli ultimi sondaggi, la nuova lista congiunta – la cui porta resta aperta pure alla formazione Yashar guidata dall’ex capo di stato maggiore dell’esercito Gadi Eisenkot – potrebbe in effetti seriamente impensierire Netanyahu, spodestandolo di nuovo dalla guida del Paese. Elezioni in Israele: quando si vota e cosa c’è in ballo Quelle che si svolgeranno in Israele tra settembre e ottobre (la data non è stata ancora fissata) saranno le prime elezioni politiche dopo il 7 ottobre 2023, la strage più drammatica nella storia del Paese, con 1.200 vittime tra civili e militari e 250 persone rapite e tenute ostaggio per mesi a Gaza. Dopo quell’attacco la popolarità di Netanyahu – che era tornato al potere meno di un anno prima – precipitò, per poi risalire parzialmente nei lunghi anni di guerra seguiti: il conflitto con Hamas a Gaza, chiuso “d’imperio” da Donald Trump dopo due anni, quello con Hezbollah sul fronte nord con il Libano, le due inediti guerre dirette con l’Iran condotte insieme agli Usa a giugno 2025 e nelle ultime settimane. Fronti multipli nei quali Netanyahu è riuscito a concretizzare con operazioni d’intelligence sempre più azzardate l’eliminazione di tutti i principali capi del fronte regionale anti-Israele: il leader di Hamas all’estero Ismail Haniyeh (ucciso a Teheran il 31 luglio 2024) e l’architetto del 7 ottobre Yahya Sinwar (il 7 ottobre 2024 a Rafah), il capo storico di Hezbollah Hassan Nasrallah (il 27 settembre 2024 a Beirut), infine la Guida suprema iraniana Ali Khamenei (Teheran, 28 febbraio 2026), oltre a decine di alti dirigenti/capi terroristici vicini a ciascuno di questi leader. D’altra parte Israele ha pagato un prezzo pesantissimo agli anni di guerra – in termini politici, militari, economici e perfino psicologici. E il destino di Netanyahu, così come quello del Paese, resta quanto mai incerto. Cosa dicono i sondaggi L’ultimo sondaggio pubblicato nei giorni scorsi dal quotidiano Maariv dava il Likud, partito di Netanyahu, in arretramento rispetto ai mesi scorsi, testa a testa a 24 seggi con quello guidato da Bennett – che dopo la sconfitta alle elezioni di fine 2022 era rimasto fuori dalla politica attiva e ora prepara il ritorno. Yesh Atid del centrista Yair Lapid è accreditato di 12 seggi. Altri 9 andrebbero se si votasse oggi ai Democratici (l’ex partito laburista) e Israel Beytenu, 7 alla formazione guidata dall’altro ex capo di stato maggiore Benny Gantz. Tutte insieme queste forze oggi all’opposizione potrebbero arrivare a una solida maggioranza, potendo contare su 61 seggi. La coalizione oggi raccolta attorno a Netanyahu – oltre al Likud ne fanno parte i partiti nazionalisti guidati da Itamar Ben-Gvir e Betzalel Smotrich e diversi partiti religiosi – arriverebbe soltanto a 49 seggi. I due partiti arabi – oggi fuori dalle coalizioni – guadagnerebbero altri 5 seggi ciascuno della futura Knesset. Ora con il lancio della lista congiunta Lapid e Bennett puntano a dare una scossa all’elettorato che vuole liberarsi di Netanyahu, prendendo il largo. Al voto mancano però tra i 4 e i 5 mesi: nel Medio Oriente di oggi, un’eternità. L'articolo Israele, i due ex premier Lapid e Bennett uniscono le forze per cacciare Netanyahu. Quando si vota e cosa dicono i sondaggi proviene da Open.