Il deficit italiano si è attestato al 3,1% del Pil nel 2025, in calo rispetto al 3,4% del 2024. Lo confermano sia Istat che Eurostat, che hanno pubblicato le rispettive stime nella stessa giornata. Questo valore allontana l’uscita dell’Italia dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, che la Commissione Ue esaminerà a inizio giugno nell’ambito del Semestre europeo. Il debito pubblico, invece, secondo l’Istat, è salito al 137,1% del Pil, 2,4 punti percentuali in più rispetto al 134,7% registrato nel 2024.Cosa cambia con la conferma di Eurostat per i conti pubbliciIl dato sul deficit era particolarmente atteso perché rappresenta la base su cui il governo costruisce il nuovo Documento di finanza pubblica, il testo che fotografa l’andamento dei conti e le prospettive dell’economia italiana. Le previsioni, in un contesto internazionale segnato dall’incertezza e dai prezzi dell’energia tornati a salire per effetto della guerra in Medio Oriente, dovrebbero essere riviste prudenzialmente al ribasso. Il Dfp andrà trasmesso a Bruxelles entro fine mese. Con il 3,1% certificato da Eurostat, i margini di manovra del governo si restringono. Come ricorda il Corriere della Sera, restare nella procedura per disavanzo eccessivo significa non poter liberare risorse aggiuntive in vista dell’ultima legge di bilancio della legislatura, e rende più complicato l’accesso ai prestiti del programma Safe sulla difesa, le cui spese sono stimate in circa 12 miliardi nel prossimo triennio.Il governo chiede la sospensione del Patto di stabilità, ma Bruxelles frenaDa giorni l’esecutivo preme sulla Commissione europea affinché valuti la possibilità di sospendere il Patto di stabilità, sul modello di quanto fatto a marzo 2020 con lo scoppio della pandemia, per attutire i contraccolpi del caro energia. Bruxelles, tuttavia, ha già fatto sapere in più occasioni di non ravvisare le condizioni per uno stop temporaneo alle regole di contabilità pubblica.Renzi attacca Meloni sui conti pubblici: «Governa male, molto male»È il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, a partire per primo con la polemica sui dati di Eurostat: «Il governo ha fallito l’obiettivo del 3% sul deficit/Pil. È una brutta notizia per l’Italia e conferma il fallimento di Meloni dopo il record della pressione fiscale al 43,1% e dopo aver superato la Grecia nel rapporto debito/Pil. Giorgia comunica bene e governa male. Molto male».Cdm su DfpA Palazzo Chigi è convocato per le 12 il Consiglio dei ministri, con all’ordine del giorno l’esame del Documento di finanza pubblica 2026, da cui ci si aspettava la conferma del disavanzo già indicato dall’Istat. Secondo Il sole 24 ore, la stima di crescita per il 2026 non andrà oltre il +0.5%, in linea con i dati di Bankitalia. «Sul Documento di finanza pubblica siamo realisti», ha anticipato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a margine dell’inaugurazione del Forte Aurelia a Roma. Verso la nomina di cinque sottosegretariAttesa anche la nomina di cinque nuovi sottosegretari. Sul tavolo anche un disegno di legge sul riordino del Consiglio universitario nazionale e due decreti legislativi: uno sul Testo unico adempimenti e accertamento, l’altro per recepire una direttiva Ue volta a rendere i mercati pubblici dei capitali più accessibili, in particolare per le piccole e medie imprese.L'articolo Eurostat conferma la doccia fredda per l’Italia: deficit/Pil al 3,1%. Slitta l’uscita dalla procedura Ue, la reazione di Giorgetti: l’effetto sul bilancio proviene da Open.