Il carabiniere che ha salvato un uomo dal suicidio ammanettandosi al suo polso

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Il brigadiere capo Giuseppe Massimiliano Coscia, 51 anni di Foggia, ha salvato un 40enne dal suicidio ammanettando il polso al suo. «Se ti butti, moriamo tutti e due», gli ha detto. Poi ha aggiunto che aveva un figlio piccolissimo che si chiama Enea. Solo a quel punto il ragazzo che si voleva buttare dalla scogliera di Numana si è fermato: «Io non voglio che tu muori». È successo domenica 19 aprile e lo racconta oggi il Corriere della Sera. Numana si trova a 20 chilometri da Ancona, ma la competenza territoriale è della compagnia di Osimo.La telefonataLa storia comincia con una telefonata della giovane moglie del 40enne: «Carabinieri, presto, mio marito mi ha mandato dei vocali in cui dice che vuole farla finita, dice che sta a Numana, si sente il rumore delle onde…». Sulla gazzella partono il brigadiere capo Coscia, il brigadiere Davide Bleve, il carabiniere scelto Ludovico Rainò e il carabiniere semplice Vito Brucoli. Quando trovano l’uomo Coscia si avvicina lentamente: «Ciao, se ti giri mi vedi». Ma quello era come «pietrificato»: «Io gli dicevo che la vita è bella, gli ho parlato anche del mio momento difficile, del fatto che due mesi fa, proprio il giorno del mio compleanno, era morta mia mamma Irene, per un cancro al polmone. Gli ho chiesto se mi potevo avvicinare, ma lui niente, una statua di sale».Il salvataggioA quel punto Coscia si avvicina e lui salta su un altro scoglio. Si avvicina all’altro carabiniere che prova ad agguantarlo. Allora Coscia tira fuori le manette. L’uomo sembra ancora agitato, poi arriva la frase sul figlio. E l’altro si ferma. Il 40enne è padre di due figli. Ora è all’ospedale Le Torrette di Ancona.L'articolo Il carabiniere che ha salvato un uomo dal suicidio ammanettandosi al suo polso proviene da Open.