Strage via D’Amelio, la Cassazione boccia il ricorso dei pm di Caltanissetta: ok a nuove indagini su mandanti esterni e pista nera

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Niente archiviazione, la Procura dovrà proseguire le indagini sui possibili mandanti esterni e la “pista nera” dietro la strage di via D’Amelio. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai pm di Caltanissetta contro l’ordinanza con cui la gip Graziella Luparello, lo scorso 19 dicembre, aveva disposto nuove indagini. La decisione è stata adottata dalla quinta sezione penale della Suprema Corte che ha condiviso le conclusioni del procuratore generale: “Ordinare nuove indagini non è un atto abnorme”, ha scritto la sostituta pg Mariella De Masellis in un provvedimento di 28 pagine vistato anche dall’avvocata generale Giuseppina Casella e dal procuratore generale aggiunto Giulio Romano.Il provvedimento impugnato riguarda il procedimento aperto a carico di ignoti sulla strage del 19 luglio 1992. L’inchiesta, aperta nel 2017, mira a verificare l’eventuale coinvolgimento di soggetti esterni all’organizzazione mafiosa nella fase ideativa ed esecutiva della strage nella quale hanno perso la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Nel maggio 2022, la gip Luparello aveva già rigettato una prima richiesta d’archiviazione, ordinando nuove indagini in 32 punti. Due anni e mezzo dopo, la procura ha nuovamente chiesto di archiviare l’inchiesta. La giudice per le indagini preliminari, però, ha respinto pure questa richiesta ordinando ulteriori accertamenti, anche su Paolo Bellini. È uno dei punti fondamentali alla base del ricorso della procura. I pm, infatti, hanno messo sotto inchiesta l’ex estremista nero in un altro procedimento, nato su impulso della Procura nazionale Antimafia, per il quale pende richiesta d’archiviazione davanti a un altro gip. La giudice Luparello, però, contesta anche passaggi di quella richiesta, per esempio quando chiede “ulteriori approfondimenti” sull’attività di recupero crediti che Bellini sostiene di avere condotto in Sicilia nel ’91-92. Ipotesi di un coinvolgimento di ambienti dell’eversione di destra “non può essere esclusa a priori e merita ulteriori verifiche” .Secondo la Procura, l’ordinanza del gip sarebbe stata “abnorme” e tale da determinare una paralisi del procedimento, in particolare per le attività d’indagine disposte su alcuni aspetti ritenuti già oggetto di altri fascicoli . Nella richiesta di archiviazione, inoltre, la stessa pista nera viene ritenuta già esplorata senza esiti utili ai fini investigativi. Di diverso avviso però è stata la Procura generale della Cassazione, che nella sua requisitoria ha ritenuto il ricorso inammissibile, ricostruendo l’intero iter del procedimento e sottolineando come il gip abbia esercitato i propri poteri nell’ambito delle prerogative previste dal codice. Con la pronuncia di oggi della Cassazione, pertanto, diventa definitiva la decisione della gip di Caltanissetta e la Procura dovrà proseguire le indagini anche su questo filone.“È un pronunciamento fondamentale per la ricerca della verità. Su queste piste ci sono da anni elementi pesanti, riscontri molto importanti e noi dal 2023 in commissione Antimafia chiediamo di indagare in queste direzioni, abbiamo fornito tutto il materiale indispensabile da cui partire e che spiega esattamente cosa bisogna fare”, dichiarano i componenti del M5s nella commissione Antimafia Ascari, Bilotti, Cafiero De Raho, Gubitosa, Nave e Scarpinato. “La maggioranza – aggiungono – si è rifiutata e in più ci ha ostacolati in tutti i modi, anche quelli che travalicano qualsiasi forma di rispetto istituzionale e personale. Da alcuni giorni è in corso una campagna politica e mediatica che mette insieme calunnie, falsità giudiziarie e manipolazioni vergognose, anche contro di noi. La gip di Caltanissetta ha rilevato che la procura ha omesso di svolgere approfondimenti importanti e ha intimato che vengano fatti”, concludono.La pronuncia della Cassazione viene definita “una buona notizia” anche dai commissari del Pd in Antimafia Verini, Serracchiani, Rando, Provenzano, Ghio, Mirabelli, Barbagallo, Valente. Una buona notizia, scrivono, “per coloro che non si rassegnano a battersi per la verità su quella strage. Per le vittime delle mafie e del terrorismo. Per coloro che pensano che la sola pista mafia-appalti non sia per niente sufficiente a motivare Via d’Amelio. Per coloro che pensano sia giusto continuare a battersi per la verità sugli interessi – in quegli anni – di soggetti politici tesi a condizionare la situazione politica del Paese, anche usando lo stragismo mafioso e i suoi legami con ambienti e personaggi dell’eversione nera. E lo è per chi, come noi, si è opposto e si oppone ad una gestione inaccettabile di questa materia da parte della Commissione Parlamentare Antimafia, che sul filone Via d’Amelio ha provato e prova gravemente a riscrivere la storia, colpendo perfino ambienti e personalità della Magistratura che della lotta contro le mafie hanno fatto una ragione di vita”, concludono.L'articolo Strage via D’Amelio, la Cassazione boccia il ricorso dei pm di Caltanissetta: ok a nuove indagini su mandanti esterni e pista nera proviene da Il Fatto Quotidiano.