Il monito di Berrino: “Senza zucchero non significa più sano. Le parole sulle confezioni guidano (e spesso condizionano) quello che mettiamo nel carrello”

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Negli ultimi mesi Bruxelles ha riaperto il dossier sull’etichettatura nutrizionale: l’obiettivo è introdurre regole più chiare e soprattutto definire quali prodotti possano davvero usare claim come “light”, “senza zucchero” o “arricchito”. Non è un dettaglio tecnico. È il segnale che quelle parole – apparentemente innocue – hanno un impatto reale sulle scelte quotidiane. È da qui che parte la nuova puntata di Crude Verità, il format di TV Loft con Franco Berrino ed Ennio Battista. Perché dietro quelle etichette rassicuranti si nasconde una domanda semplice: stiamo scegliendo un alimento. O una promessa?“Senza” non sempre significa più sano“Il termine light cattura, perché pensi che diventerai light anche tu”, osserva Berrino. Una frase che sembra quasi ironica, ma che fotografa perfettamente il meccanismo: il linguaggio del cibo non descrive soltanto. Suggerisce, orienta, convince. Il punto è che queste diciture, prese singolarmente, possono anche essere corrette. Ma non raccontano mai tutta la storia. Se c’è scritto ‘senza zucchero’, spesso c’è qualcos’altro al suo posto”, continua Berrino. E quel “qualcos’altro” raramente è al centro del messaggio.Un’idea illusoria?La puntata entra proprio in questo spazio ambiguo: quello in cui l’informazione diventa selettiva. Si toglie qualcosa, si enfatizza qualcos’altro, si costruisce un’idea di prodotto che appare più salutare di quanto sia davvero. Succhi di frutta “arricchiti”, prodotti “funzionali”, alimenti “zero” o “light”, alternative vegetali che imitano la carne: il mercato si muove sempre più in questa direzione. Non vendere solo cibo, ma benefici percepiti.La provocazione di BerrinoE qui emerge un nodo centrale. Non è detto che questi prodotti facciano male in senso assoluto. Ma è altrettanto vero che il modo in cui vengono raccontati può portarci a sopravvalutarli. “Quello che viene pubblicizzato è meglio non comprarlo”, taglia corto Berrino. Una provocazione netta, ma anche una bussola: più un prodotto ha bisogno di spiegarti perché fa bene, più vale la pena fermarsi a leggere meglio. Il discorso si allarga rapidamente. Perché il problema non è solo il singolo claim, ma l’effetto complessivo: un sistema che spinge verso scorciatoie, verso soluzioni rapide, verso l’idea che basti scegliere il prodotto “giusto” per risolvere tutto. Ma è davvero così?Crude Verità non offre risposte preconfezionateIl format di TV Loft mostra un meccanismo. E lo fa lasciando emergere un dubbio che resta anche dopo aver spento lo schermo: quanto di quello che mettiamo nel carrello è una scelta consapevole e quanto, invece, è il risultato di una storia raccontata bene? E una volta che inizi a farti questa domanda, leggere un’etichetta non è più la stessa cosa.L'articolo Il monito di Berrino: “Senza zucchero non significa più sano. Le parole sulle confezioni guidano (e spesso condizionano) quello che mettiamo nel carrello” proviene da Il Fatto Quotidiano.