AGI - La trasmissione d'impresa si conferma una delle sfide decisive per il futuro del sistema produttivo italiano e, nei prossimi anni, oltre un milione di imprese dovrà fare i conti con le forti criticità del passaggio generazionale. È quanto emerge dall'indagine realizzata dalla CNA, che ha coinvolto oltre 2.000 imprenditori su tutto il territorio nazionale. I dati raccontano come oltre l'80% degli imprenditori over 40 ha già affrontato il tema della trasmissione della propria attività.Tuttavia, permane una distanza significativa: più della metà non ha ancora avviato azioni concrete per pianificare il passaggio di testimone. La trasmissione si conferma più efficace in ambito familiare, dove il passaggio generazionale va a buon fine nel 63,7% dei casi. Al contrario, emergono forti criticità nelle cessioni a dipendenti o a terzi: mancano acquirenti, risorse finanziarie e spesso anche condizioni di accordo soddisfacenti.Difficoltà nelle cessioni e rischio di chiusuraLa CNA spiega, inoltre, che tra tutti coloro che provano a vendere sul mercato, quasi nessuno riesce a concludere l'operazione. Insomma, quasi il 30% delle piccole imprese deve affrontare forti difficoltà nel percorso di trasmissione. Un dato che segnala una criticità strutturale e che rischia di compromettere la continuità di una parte rilevante del tessuto produttivo nazionale.Fattori esterni e barriere strutturaliA pesare sul processo intervengono anche fattori esterni: burocrazia eccessiva, pressione fiscale elevata, costo del lavoro e carenza di personale qualificato rappresentano barriere che rallentano non solo la nascita di nuove imprese, ma anche la continuità di quelle esistenti.Trasmissione delle competenze e artigianatoIl tema si intreccia inoltre con quello della trasmissione delle competenze. In particolare, nell'artigianato, dove impresa e saper fare coincidono, il rischio non è solo la chiusura dell'attività, ma la perdita di conoscenze che costituiscono un patrimonio unico del Paese.Dinamiche demografiche e ruolo dei giovaniIl quadro si complica ulteriormente alla luce delle trasformazioni demografiche. I giovani imprenditori under 40 rappresentano appena l'11,3% del campione, mentre cresce il peso delle classi più anziane. Una dinamica che incide non solo sulla trasmissione delle imprese, ma anche su quella delle competenze, elemento distintivo dell'artigianato e della qualità italiana.Resilienza dell'artigianato e ostacoli al fare impresaProprio l'artigianato, tuttavia, mostra segnali di resilienza: il 68,1% dei giovani imprenditori opera in questo ambito, confermandone l'attrattività e il ruolo strategico per il futuro del Paese. L'indagine evidenzia anche gli ostacoli strutturali al fare impresa: burocrazia eccessiva (46,2%), pressione fiscale (44%), costo del lavoro e difficoltà nel reperire personale qualificato.Accesso al credito e soddisfazione imprenditorialeA questi si aggiunge un nodo sempre più critico: l'accesso al credito. Negli ultimi anni si registra una riduzione significativa del supporto bancario, soprattutto per micro e piccole imprese, penalizzando in particolare chi intende acquistare un'attività esistente. Nonostante le difficoltà, resta elevata la soddisfazione per la scelta imprenditoriale: oltre l'83% degli intervistati si dichiara complessivamente soddisfatto.L'appello della CNAUn segnale importante, che testimonia la resilienza e la determinazione del tessuto imprenditoriale italiano. "Il passaggio generazionale non è solo una questione privata delle imprese - sottolinea il Presidente CNA, Dario Costantini - ma una sfida strategica per l'intero Paese. I dati della nostra indagine confermano che la consapevolezza c'è, ma manca ancora una pianificazione concreta e, soprattutto, un contesto favorevole che accompagni questo processo. Servono meno burocrazia, più accesso al credito e strumenti mirati per sostenere chi vuole rilevare un'impresa. Solo così possiamo garantire continuità al nostro sistema produttivo e valorizzare quel patrimonio di competenze che rende unico il Made in Italy."