Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026 (Dfp). “Il quadro previsivo conferma che il rapporto deficit/Pil sarà ricondotto al di sotto della soglia del 3 per cento entro quest’anno, e che anche negli anni seguenti si manterrà su un profilo discendente. Se tale andamento si confermerà nel corso di quest’anno, ciò consentirà all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzi eccessivi nel 2027, in linea con la raccomandazione del Consiglio”, ha scritto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nella premessa al Dfp.“Per quanto riguarda il rapporto deficit/Pil, la stima dell’Istat si colloca al 3,1 per cento ed è lievemente superiore, sempre in ragione dei sopracitati maggiori crediti edilizi, alla previsione pubblicata a ottobre scorso (3,0 per cento). Tale stima si colloca, tuttavia, su un livello inferiore rispetto alla previsione del Psbmt (3,3 per cento), poi confermata dal Dfp 2025, segnalando che il rientro verso la soglia del 3 per cento è avvenuto a un ritmo più rapido di quanto inizialmente programmato”, ha aggiunto.Approvato il Documento di finanza pubblica 2026 (DFP)Giorgetti: flessibilità per rispondere alle sfide del mondo che cambiaLeggi di più 👇 https://t.co/kC6ewegEH1 pic.twitter.com/YMKLadL6Js— MEF (@MEF_GOV) April 22, 2026Giorgetti: “Per ora evitato contagio ma possibile stagflazione”“Il contagio è per il momento limitato agli indicatori finanziari e di percezione e non si è ancora propagato all’economia reale. Tuttavia, vi sono molteplici canali di trasmissione ed è al momento difficile predire con esattezza quali di questi si attiveranno e con quale intensità, non solo perché non è chiaro quanto si protrarrà il conflitto in atto, e in particolare quanto a lungo lo Stretto di Hormuz resterà totalmente o parzialmente chiuso, ma anche perché non è possibile stabilire la durata e l’entità degli impatti economici delle strozzature dell’offerta che si sono già verificate”, ha detto ancora Giorgetti sottolineando che “tale motivo ha indotto molti previsori a elaborare diversi scenari di rischio, particolarmente rilevanti nell’attuale contesto”. Per il titolare del Mef, “in ogni caso, appare chiaro che il quadro di riferimento risulta in peggioramento rispetto allo scorso autunno, in conseguenza di elementi che operano in senso stagflativo: per tale motivo, la crescita economica è stata rivista al ribasso in ciascun anno fino al 2028, mentre l’inflazione è stata rivista al rialzo per quest’anno e per il prossimo”.Giorgetti: “Livello spread più contenuto dimostra maggiore solidità”Lo spread “molto più contenuto” rispetto a quello osservato in precedenti periodi di “nervosismo dei mercati” prova “una maggiore solidità rispetto al passato dei fondamentali della nostra economia”, ha affermato il ministro. Parlando della guerra in Iran, Giorgetti sottolinea che “lo shock ha anche influito sullo spread tra Btp e Bund a dieci anni, che costituisce una proxy della percezione da parte degli investitori della nostra esposizione relativa allo shock: a fine febbraio, esso si attestava sui minimi storici intorno ai sessanta punti base, a testimonianza del riconoscimento degli sforzi fatti dal Governo per rafforzare la credibilità del consolidamento fiscale e la resilienza del sistema Paese”. “Successivamente allo scoppio del conflitto, esso ha mediamente, seppur con una certa aumentata volatilità, registrato degli aumenti significativi, fino a toccare punte di circa novanta-cento punti base. Più di recente lo spread si è progressivamente ridotto, pur non tornando pienamente in linea con la situazione di febbraio; inoltre, tale aumento è risultato molto più contenuto di quello osservato durante precedenti periodi di nervosismo dei mercati, a riprova di una maggiore solidità rispetto al passato dei fondamentali della nostra economia”. Giorgetti: “Reazione dei mercati meno accentuata”“Il fatto che l’Italia si sia ritrovata in questo nuovo contesto con fondamentali macroeconomici, strutturali e di finanza pubblica in salute ha permesso finora di contenere l’impatto del mutato contesto globale. Se il Paese si fosse trovato in una situazione di maggiore fragilità, la reazione dei mercati sarebbe stata molto più accentuata di quanto abbiamo sin qui osservato”, ha aggiunto il numero uno del Palazzo delle Finanze nella premessa al Dfp. Giorgetti: “Governo continuerà a dare sostegno a imprese e famiglie”“La sfida che ci attende” è “di coniugare il sostegno a imprese e famiglie in questa fase di difficoltà con una forte determinazione a continuare il percorso già intrapreso verso una maggiore indipendenza energetica, sicurezza e sostenibilità della finanza pubblica”, ha detto Giorgetti. Questo articolo Documento di finanza pubblica, Giorgetti: “Rapporto deficit/Pil sotto la soglia del 3% entro quest’anno” proviene da LaPresse