Nel mondo delle telecomunicazioni italiane sta succedendo qualcosa di abbastanza raro: un cambiamento strutturale che non è solo un annuncio, ma una svolta regolatoria concreta. TIM e l'Agcom hanno chiuso un'era durata oltre vent'anni, quella in cui ogni offerta all'ingrosso dell'ex monopolista doveva passare per l'approvazione del regolatore, con prezzi costruiti attorno ai costi e pochissimo spazio per il profitto.Il modello che prende il suo posto è molto più vicino a quello di un mercato normale: FiberCop, la società della rete separata da TIM, pubblicherà i propri listini in autonomia, e l'Agcom potrà intervenire solo come ultima risorsa, non come controllore sistematico di ogni singolo prezzo.Tutto questo è possibile grazie a una decisione che in molti, anche tra gli addetti ai lavori, temevano potesse fallire: la separazione strutturale di TIM, con la nascita di FiberCop come entità indipendente. L'integrazione verticale precedente era un problema classico: la rete, che serve anche i concorrenti, tendeva a favorire la divisione commerciale dello stesso gruppo. Con la separazione, quel conflitto di interessi viene eliminato alla radice.FiberCop ha già elaborato i suoi primi listini tenendo conto di più variabili: la concorrenza geografica (in alcune zone ci sono Openfiber, Fastweb e altri operatori), la necessità di spingere la migrazione verso la fibra come richiesto dall'UE, il confronto con i prezzi praticati in Francia e Spagna (dove l'Italia risulta competitiva), e la necessità di finanziare i futuri investimenti sulla rete.Il risultato, almeno a prima vista, sembra ragionevole e graduale. Ma l'ultima parola spetta ancora all'Agcom, che dovrà decidere se approvare l'impostazione o sollevare obiezioni tecnicamente fondate.Per chi usa internet a casa tramite operatori alternativi a TIM, come Fastweb, il cambiamento è rilevante: i prezzi che questi operatori pagano per accedere alla rete di FiberCop influenzano direttamente le offerte che arrivano sui nostri contratti. Un sistema più trasparente e meno conflittuale è, almeno in teoria, una buona notizia anche per l'utente finale.Resta da vedere se questo nuovo equilibrio reggerà nel tempo, soprattutto considerando che Poste Italiane ha presentato un'offerta per acquisire TIM: un'operazione che potrebbe rimescolare ancora le carte prima che il nuovo modello si consolidi davvero.L'articolo FiberCop pubblica i listini in autonomia: la svolta regolatoria che cambia il mercato internet in Italia sembra essere il primo su Smartworld.