Niente scuse: il 25 aprile è da sempre contro la Brigata Ebraica

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Il 25 aprile 2004, a Milano, Davide Romano – ai tempi rappresentante dei giovani ebrei – decide di esporre i simboli della Brigata Ebraica. Insieme a lui – stando a una ricerca dell’università di Nottingham – anche Eyal Mizrahi (oggi nella bufera per aver detto “definisci bambino” rispetto al massacro di minori a Gaza). Fin dall’inizio, nel 2004, la Brigata Ebraica viene fischiata perché il simbolo della Brigata è praticamente identico a quello di Israele. Anno dopo anno, ogni singola volta le agenzie di stampa hanno riportato di contestazioni verbali dei pro-Pal.Nel 2006 entra nel corteo Letizia Moratti con il padre, ex deportato, sulla sedia a rotelle. Viene presa per una provocazione, e fischiata e insultata. L’allora portavoce della Comunità ebraica Yasha Reibman, secondo quanto riporta Repubblica, dichiara che qualcuno era riuscito a bruciare una bandiera di Israele. Scrive Gad Lerner nel 2009: “Voglio esprimere in anticipo il mio disagio per l’uso e l’abuso politico dello striscione della Brigata sionista”. Titola l’Ansa nel 2011: Centri sociali a Brigata Ebraica: “Fascisti!”. Nel 2013, a Roma, l’ANPI decide di impedire al presidente di parlare alla fine del corteo. L’anno dopo ci sono ancora scontri. Nel 2014 l’Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti decide di boicottare il 25 aprile, come forma di protesta contro le contestazioni alla Brigata Ebraica. Nel 2015 a Milano Daniele Nahum si dice soddisfatto: sotto le insegne della Brigata sfila praticamente tutta la giunta Pisapia. Nel 2017 il Partito Democratico vive un periodo di tensione con l’ANPI, perché si avvicina alle istanze della Brigata Ebraica. Sono i tempi del referendum perso di Renzi ma anche del riformismo al potere, e si vede. Nel 2019 c’è una indagine per gli insulti a sfondo razziale subiti dalla Brigata Ebraica al corteo del 25 aprile. Nel 2022 ancora fischi e insulti alla Brigata Ebraica. Nel 2023, il 7 ottobre, inizia la guerra tra Israele e Palestina.Non interessa ora parlare della guerra, perché non è il punto di questa lunga rassegna. Il punto è che la Brigata Ebraica è da sempre, storicamente, qualcosa che nel corteo del 25 aprile è vissuta con fastidio. Niente scuse: Trump e Netanyahu hanno buttato ulteriore benzina su un fuoco ampiamente acceso fin dall’inizio. L'articolo Niente scuse: il 25 aprile è da sempre contro la Brigata Ebraica proviene da Nicolaporro.it.