Mondiali 2026, la FIFA aumenta i premi per le 48 nazionali partecipanti

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Lun, 27 Apr 2026Accolte le richieste delle varie federcalcio, preoccupate dall’aumento dei costi e da un regime fiscali differente negli Stati Uniti in base alle varie sedi che ospiteranno le partite.DiRedazioneCondividi l'articoloGianni Infantino (Foto: Patrick Smith/Getty Images)Dopo alcune settimane di confronto, la FIFA ha accettato in linea di principio di assecondare le richieste delle varie federazioni e aumentare così i premi e i contributi per la partecipazione ai Mondiali 2026. Per l’approvazione definitiva, però, bisognerà attendere il Consiglio FIFA che si svolgerà questa settimana a Vancouver, in Canada.Come riporta il britannico The Guardian, il tema dei premi e dei contributi per le federazioni è stato sollevato da quest’ultime in occasione di quella che sarà la prima edizione dei Mondiali a 48 nazionali che prevede la co-organizzazione di tre grandi paesi, per estensione territoriale, come USA, Messico e Canada. Il tutto porta ad affrontare costi maggiori per i viaggi, spese operative e fiscali negli Stati Uniti molto alte, portando così anche a perdite economiche per chi avanzerà nel torneo, andando a creare un vero e proprio paradosso.Tutti questi fattori avrebbero reso insufficiente anche un montepremi record di 727 milioni di dollari (al cambio attuale, 619 milioni di euro), che però deve essere diviso per 48 nazionali, e non più 32 come in Qatar nel 2022, portando così il dividendo per partecipante a 10,5 milioni con i vincitori che incasseranno 50 milioni di dollari. Ma ora si prospetta un nuovo innalzamento del montepremi. Inoltre, saranno incrementati anche i fondi di sviluppo destinati a tutte le 211 federazioni membri FIFA, già previsti a 2,7 miliardi di dollari in totale nel ciclo quadriennale. Ogni federazione avrebbe dovuto ricevere un pagamento garantito di 5 milioni di dollari, mentre le sei confederazioni 60 milioni ciascuna per lo sviluppo del calcio nelle rispettive regioni e anche questi importi verranno aumentati.«Alla vigilia della riunione del Consiglio FIFA a Vancouver, in Canada, il 28 aprile 2026, la FIFA conferma di essere in discussione con le federazioni di tutto il mondo per aumentare i ricavi disponibili – si legge in una nota del massimo organo del calcio mondiale presieduto da Gianni Infantino –. Ciò include un aumento proposto dei contributi finanziari per tutte le squadre qualificate al Mondiale 2026 e dei fondi di sviluppo per tutte le 211 federazioni membri. Il Mondiale 2026 sarà rivoluzionario in termini di contributo finanziario alla comunità calcistica globale, e la FIFA è orgogliosa di trovarsi nella posizione finanziaria più solida di sempre per sostenere il calcio mondiale attraverso il programma FIFA Forward. Ulteriori dettagli saranno forniti a tempo debito».Detto del montepremi, la FIFA prevede di avere ricavi per 13 miliardi di dollari nel ciclo quadriennale che culmina con il torneo di quest’estate, di cui 9 miliardi generati proprio dai Mondiali 2026. Una previsione che, in termini pratici, ha permesso di garantire l’aumento richiesto dalle federazioni per premi e contributi. Nel piano iniziale, i premi per i Mondiali 2026 aumentavano solo gradualmente con il passaggio dei turni: 2 milioni di dollari per i sedicesimi, 4 milioni per gli ottavi e 8 milioni per i quarti, con incrementi più consistenti solo per le semifinaliste e finaliste. Di conseguenza, diverse federazioni europee sostenevano che avrebbero perso denaro senza arrivare almeno alle semifinali e hanno chiesto l’intervento della UEFA, con fonti coinvolte che hanno poi apprezzato l’apertura della FIFA.Oltre agli elevati costi negli Stati Uniti, le preoccupazioni economiche derivano anche dalle differenze fiscali. Sebbene la FIFA goda di esenzioni fiscali, non è riuscita a ottenere le stesse agevolazioni per le 48 nazionali partecipanti, come accaduto in passato. Le federazioni devono quindi pagare imposte federali, statali e locali sui propri guadagni, con forti variazioni. Per esempio, in Florida, dove si giocheranno sette partite a Miami, non esiste imposta statale, mentre nel New Jersey – sede della finale al MetLife Stadium – l’aliquota è del 10,75%, e in California, dove si giocherà tra Los Angeles e San Francisco, arriva al 13,3%.Developed by 3x1010