Nestlé Italia annuncia 185 esuberi che riguardano le funzioni impiegatizie, in particolare nelle sede di Assago, vicino a Milano. La notizia, resa nota dai sindacati Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, rientra nell’ambito del piano di riorganizzazione che punta a ridurre di 16mila persone a livello mondiale la forza lavoro dell’azienda. La strategia era stata annunciata a ottobre 2025 e l’intenzione di Nestlé è di perfezionare il piano entro il 2027.Secondo l’azienda svizzera del settore alimentare, la decisione è necessaria per garantire maggiore competitività riducendo i costi. Una scelta che impatta anche sul personale. Per questo motivo i sindacati, in una nota congiunta, hanno espresso “forte contrarietà per una decisione dettata da logiche finanziarie che ricade sui lavoratori”. Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno anche detto di essere molto preoccupati per il settore Waters, ovvero la divisione del gruppo che si occupa di acqua in bottiglia (tra queste marchi come Sanpellegrino, Acqua Parma, Levissima e Perrier). Il settore, “pur non essendo direttamente coinvolto negli esuberi, è oggetto di un percorso che comporterà il possibile trasferimento in Sanpellegrino di circa 60/70 persone oggi formalmente impiegate su Nestlé, ma le cui mansioni fanno capo al settore acque”.Il piano di ridimensionamento della multinazionale non coinvolge solo l’Italia. Come riporta El Pais, martedì l’azienda ha avviato una procedura di licenziamento collettivo in Spagna che coinvolgerà fino a 301 lavoratori, il 7,5% dell’organico nazionale. Le principali sigle sindacali spagnole però si sono opposte al provvedimento considerando gli ottimi risultati di Nestlé Spagna negli ultimi anni: nel 2025 ha raggiunto una fatturazione record di 2,89 miliardi di euro, crescendo del 12% sull’anno prima.L'articolo Nestlé annuncia 185 esuberi in Italia. I sindacati: “Decisione dettata da logiche finanziarie” proviene da Il Fatto Quotidiano.