Novo Nordisk, il progetto che trasforma i dispositivi iniettabili da rifiuti a risorse

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Penne per insulina, Glp-1 e ormone della crescita possono tornare a nuova vita col riciclo, riducendo l’impatto ambientale in un’ottica di economia circolare. Oggi il progetto ReMed di Novo Nordisk in collaborazione con Anci coinvolge sei regioni, 14 città e oltre 680 farmacie.Il progetto di Novo NordiskL’iniziativa si inserisce nella strategia globale ‘Circular for zero’ che punta a ridurre a zero l’impatto ambientale entro il 2045 attraverso riduzione dei consumi, riciclo dei rifiuti e riprogettazione dei prodotti lungo tutta la filiera. Nella fase pilota sono stati raccolti oltre 1,5 tonnellate di dispositivi. Dalle ‘penne’ monouso a oggetti di uso comune, come sedie e complementi d’arredo, il percorso diventa un modello di raccolta e riciclo del tutto innovativo, per trasformare un dispositivo medico usato da rifiuto a risorsa.Le penne sono conferite dai cittadini nelle farmacie aderenti e raccolte dai partner territoriali che le conferiscono ogni quattro mesi in centri di stoccaggio. Novo Nordisk, poi, trasferisce i prodotti in Danimarca, una volta l’anno, per completare il ciclo di recupero e trasformarli in materie prime seconde. Le penne monouso, infatti, sono adesso riciclabili fino all’85%.All’incontro a Roma con cui l’azienda danese ha annunciato l’ampliamento dell’iniziativa a nuove città hanno partecipato anche esponenti delle istituzioni, che hanno ribadito come alle nuove sfide della sostenibilità si risponde con la sinergia tra tutti gli attori del sistema. Il ruolo delle istituzioni“Il Parlamento può e deve essere un facilitatore della sostenibilità: iniziative come ReMed dimostrano che la collaborazione tra pubblico e privato genera valore concreto per ambiente, salute e comunità”, osserva Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati e promotore dell’iniziativa. “L’economia circolare applicata alla salute trasforma i rifiuti in risorsa – aggiunge – Ora serve continuità e un quadro che accompagni progetti scalabili, perché la priorità resta migliorare la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini: è un invito ad agire insieme, perché da soli non basta”. Il progetto, dopo l’avvio pilota nel 2024 in Emilia-Romagna (Bologna, Parma), Piemonte (Torino, Novara) e Lombardia (Varese), entra in una fase di espansione che nel 2026 coinvolge alcune delle principali città italiane – Roma, Milano, Bari, Napoli – a cui si aggiungono Rimini, Modena, Ferrara, Imola e Cuneo, con l’obiettivo di arrivare a una copertura capillare entro la fine del 2027. L’importanza delle farmacie “Trasformare un dispositivo medico da potenziale rifiuto a nuova risorsa, grazie alla rete capillare delle nostre farmacie, dimostra che la sinergia tra istituzioni locali e imprese lungimiranti come Novo Nordisk è la chiave per vincere le sfide della sostenibilità” ha dichiarato Gaetano Manfredi, presidente Anci e sindaco di Napoli.Un ruolo decisivo è affidato alle farmacie e ai farmacisti, punto di contatto quotidiano tra sanità e cittadini. “I farmacisti sono sempre più protagonisti della sostenibilità perché presidiano la prossimità e accompagnano i cittadini verso comportamenti virtuosi”, ha dichiarato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani.“Salute e ambiente sono strettamente interconnessi: molte malattie croniche, come il diabete, sono influenzate da fattori che vanno oltre il sistema sanitario”, ha sottolineato Jens Pii Olesen, general manager di Novo Nordisk Italia. “Per questo prendersi cura delle persone significa anche ridurre l’impatto ambientale delle cure”. “Solo attraverso un’azione condivisa – conclude – possiamo costruire un futuro più sostenibile per la salute delle persone e del pianeta”.Questo articolo Novo Nordisk, il progetto che trasforma i dispositivi iniettabili da rifiuti a risorse proviene da LaPresse