Non supera la morte del figlio: domani suicidio assistito per una 56enne in buone condizioni fisiche

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AGI - Una donna britannica di 56 anni, in buone condizioni fisiche, ha annunciato l'intenzione di porre fine alla propria vita in una clinica svizzera per il suicidio assistito, sostenendo di non essere mai riuscita a superare la morte del figlio avvenuta quattro anni fa.La donna, Wendy Duffy, originaria delle West Midlands ed ex operatrice socio-sanitaria, ha dichiarato di aver ottenuto l'approvazione della struttura Pegasos Swiss Association, con sede a Basilea, e di aver deciso di procedere domani dopo aver pagato circa 10 mila sterline.Tentativi precedenti e motivazioniIn passato aveva già tentato il suicidio, rischiando - a suo dire - di rimanere in stato vegetativo. "E' la mia vita, e' una mia scelta", ha affermato, spiegando che nessun percorso terapeutico è riuscito a convincerla che la vita valga ancora la pena di essere vissuta. Ha aggiunto di non voler ripetere un tentativo di suicidio autonomo per non esporre altre persone alle conseguenze del ritrovamento del corpo.La morte del figlioLa decisione è legata alla morte del figlio unico, Marcus, 23 anni, deceduto soffocato dopo che un pezzo di cibo gli era rimasto bloccato nelle vie respiratorie. "Pensano che si sia addormentato mentre aveva ancora del cibo in bocca. E' l'unico conforto, che non abbia sofferto", ha raccontato.I preparativi e la clinicaSecondo quanto riferito, i familiari sono stati informati dalla clinica e la donna ha preparato lettere di addio e organizzato gli ultimi dettagli, inclusa la scelta della musica da ascoltare negli ultimi momenti. La Pegasos Swiss Association, fondata nel 2019 dall'attivista Ruedi Habegger, è già finita al centro di polemiche in passato per casi analoghi, tra cui quello di un cittadino britannico che si era recato in Svizzera senza informare i familiari.Il dibattito nel Regno UnitoIl caso riaccende il dibattito nel Regno Unito sul fine vita. Proprio venerdì la Camera dei Lord discuterà nuovamente il disegno di legge sul fine vita, che mira a consentire, a determinate condizioni e con garanzie, il ricorso al suicidio assistito in Inghilterra e Galles. Il provvedimento, già approvato alla Camera dei Comuni, difficilmente verrà adottato nella sessione parlamentare in corso, tra le critiche di chi denuncia garanzie insufficienti per le persone vulnerabili.Numeri utiliPer chi avesse bisogno di aiuto in Italia è attivo il Telefono Amico raggiungibile allo 02 2327 2327 oppure via internet.