Da quando ha deciso di entrare in polizia, Paco Durante convive con la maledizione di essere guardato con sospetto da tutti.Ricorda ancora la reazione inorridita dei suoi amici quando ha annunciato loro che cambiava casacca; quasi nessuno ha accettato la sua decisione, infischiandosene della spiegazione che se si vogliono cambiare le cose bisogna farlo anche dall’interno del sistema.Con il defunto padre, poi, non era andata molto meglio; da bravo massone radicale, considerava “la sbirraglia un cane da tenere a catena”, e all’annuncio della scelta professionale del figlio gli era venuto quasi un collasso.Per giunta, Paco non ha vita facile nemmeno con i colleghi, che lo vedono come un ribelle, visto che non rinuncia ai suoi capelli lunghi e al giaccone sfrangiato di velluto, come impone la moda a metà degli Anni Settanta.Con il tempo, fortunatamente, Durante ci ha fatto il callo, e non si cura più di quello che dice la gente. Essere un vicecommissario della squadra Mobile gli piace e gli dà soddisfazione, e se lo fa bastare.E poi, si consola con il successo che ha con le donne, che lo trovano irresistibile, con quei suoi profondi occhi neri e il sorriso da canaglia.Tutte, tranne una: Lucia. Erano stati insieme ai tempi dell’università e lui le aveva voluto bene, ma poi lei lo aveva scaricato dicendo che non poteva stare con uno sbirro.Ma il destino è beffardo, e a volte fa rincontrare le persone nel peggiore dei modi. Così, un brutto giorno, Durante viene convocato nel posto dove una giovane donna è stata trovata morta con una siringa infilata in vena. E quella giovane donna è Lucia.Quando vede il corpo senza vita della ragazza che ha amato, Durante sbianca di colpo. Il medico legale va dicendo che si è iniettata della morfina, ma lui non ci crede. Piuttosto, Paco pensa che si tratti di eroina, una droga molto di moda negli Stati Uniti che è appena arrivata in Italia.Il poliziotto, così, non ci pensa due volte ad accettare l’incarico, offertogli dal sostituto procuratore della Repubblica Gianfelice Agnello, di indagare su chi stia tentando di diffondere a Roma questa nuova sostanza stupefacente.Durante sente di doverlo a Lucia, ma anche ai tanti giovani che rischiano di concludere la loro esistenza a vent’anni con un ago nel braccio, come è successo a lei.Quello che Paco non sa è che queste indagini lo porteranno dove non avrebbe mai pensato.E che sarà un gioco molto pericoloso.Giancarlo De Cataldo è un ex magistrato e scrittore che ha conquistato il successo e l’attenzione del grande pubblico dal 2002, anno in cui è uscita la sua opera più nota, “Romanzo criminale”, incentrata sulla storia della Banda della Magliana.A novembre 2025 l’autore pugliese è ritornato a riempire gli scaffali delle librerie italiane con il romanzo “Una storia sbagliata”, opera interessantissima e per alcuni versi scioccante. Nel libro, infatti, De Cataldo introduce delle tesi a dir poco inquietanti sui retroscena di alcuni eventi avvenuti negli Anni Settanta, non ultima la diffusione dell’eroina negli Stati Uniti; per farlo, l’autore si serve di Jay Dark, personaggio ispirato a Ronald Stark, terrorista attivo durante gli Anni di Piombo e sospettato di essere un agente della CIA.Il romanzo, tuttavia, non ha come unico pregio la rilettura di alcuni avvenimenti storici da un altro, autorevole punto di vista.De Cataldo, infatti, incanta il lettore con il suo stile di scrittura perfetto, incalzante e scorrevole e al tempo stesso estremamente curato.Il protagonista dell’opera, poi, non può non guadagnarsi le simpatie del pubblico.Paco Durante è un puro, un poliziotto e un uomo integerrimo, ma anche pieno di umanità. È coraggioso ed ottimista, forse al punto da sfociare nell’ingenuità; magari non sarà un pregio per uno sbirro come lui, ma sicuramente lo rende più caro ai lettori.Ecco perché “Una storia sbagliata” è una lettura assolutamente irrinunciabile, da affrontare sapendo che, una volta terminata, verrà voglia di saperne di più sugli Anni di Piombo, un periodo storico in cui tante verità sono state taciute ai cittadini, e oggi rischiano di rimanere sepolte per sempre.Federica Focà