“Ora e sempre Resistenza”, il grave errore di Mattarella

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Oggi al bar siamo mattinieri ma abbiamo le occhiaie. Perché ieri sera, chiuso il bar, mentre leggevamo i resoconti sulla più folle e patetica giornata della Liberazione che si ricordi da tanto tempo, tra Brigata Ebraica cacciata dal corteo, giovanotti di Forza Italia che si sono andati a infilare nella bocca del leone e spray urticanti contro i sostenitori dell’Ucraina, siamo incappati nel discorso di Sergio Mattarella. E allora nostro malgrado ce lo siamo letto tutto, a notte fonda. Grave errore. Alla fine abbiamo avuto una sorta di irritazione cutanea, ma forse abbiamo capito perché non ci libereremo mai da questa stramaledetta festa della Liberazione, dai suoi cortei contro tutto e tutti, dalla parola “fascisti, fascisti” usata contro chiunque non la pensi come quei quattro scalmanati, dalla retorica resistenziale portata avanti da chi la Resistenza non l’ha vista manco col binocolo.Premessa: al bar tuto siamo tranne che neonazi, sia chiaro, ma siamo stufi di certa brodaglia ideologica stantia. E più volte ci siamo chiesti: ma perché tutto questo can can per la memoria di un fatto avvenuto ottanta anni fa, quando la stessa verve non si registra per altre ricorrenze altrettanto importanti (vedi l’Unità d’Italia”)?Come dicevamo, dopo aver letto il discorso di Re Sergio abbiamo capito il perché. Al netto delle belle parole sulla Patria e su quelli che hanno scelto di stare dalla parte giusta della storia, infatti, Mattarella nel suo discorso ha infilato la seguente frase: “Ora e sempre Resistenza”, che tra l’altro è pure uno dei motti più abusati da centri sociali e simili. Slogan accattivante, ma anche la radice di ogni male. Nessuno nega l’importanza della Liberazione e -vogliamo essere generosi- anche del contributo militare dato dai partigiani agli americani sbarcati per cacciare via i nazisti dall’Italia. Parliamo di un appuntamento storico giusto da ricordare. Però il 25 aprile dovrebbe trattarsi di una ricorrenza di un evento fatto e finito, da celebrare, non da rinfocolare. Urlare: “Ora e sempre Resistenza” significa invece sostenere che al giorno d’oggi gli italiani debbano in qualche modo combattere contro un nemico che mette a rischio la libertà, la pace e la democrazia.È la tesi degli antifà. La tesi dei vari Saviano&co, ossessionati dai “nuovi fasci” in stile Meloni. È la tesi di molti giornali: ieri Repubblica, per dire, nel commentare il discorso di Mattarella sosteneva che “in questi anni” i valori di diritti, democrazia e libertà di parola “sono messi pesantemente in pericolo”. Da chi? Da nessuno, nella realtà. Dai fascisti del nuovo millennio, nella loro immaginazione tanto fervida da pensare che davvero “ora e sempre” ci sia bisogno di Resistenza. Come ripete, maldestramente, Mattarella.Il Barista, 25 aprile 2026L'articolo “Ora e sempre Resistenza”, il grave errore di Mattarella proviene da Nicolaporro.it.