MONTEROTONDO – Un complesso residenziale accanto alla catacomba paleocristiana: i residenti denunciano

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Si chiamava San Restituto, è stato un martire cristiano arrestato durante le persecuzioni di Diocleziano, flagellato a morte e sepolto al XVI miglio della via Nomentana.Gli archeologi hanno individuato la sua tomba sotto  il convento dei cappuccini, sotto la cosiddetta villa Fausto Cecconi, nella stessa zona residenziale dove è in corso un intervento di demolizione e ricostruzione di un’abitazione datata. Una panoramica aerea di via Goffredo Spinedi Un intervento affatto gradito ai residenti in via Goffredo Spinedi, proprietari degli appartamenti limitrofi all’immobile oggetto di intervento che si sono mobilitati dando mandato all’avvocato Vincenzo  Iacovino di presentare istanza di accesso agli atti e un esposto denuncia alla Procura di Tivoli con richiesta di sequestro preventivo del cantiere e dei documenti relativi. Tutta la vicenda inizia lo scorso 23 febbraio 2026, quando il Comune di Monterotondo rilascia il permesso di costruire numero 5338 alla “C.G.M. Costruzioni s.r.l.s.” con sede legale a Roma, società specializzata nella costruzione di edifici residenziali con 900 euro di capitale, amministrata dal 40enne Marco Cucchiaroni, uno stimato imprenditore di Monterotondo. La ruspa in azione in via Spinedi a Monterotondo Il 2 marzo la ditta presenta denuncia di inizio attività, a quel punto i residenti si allertano e scoprono che la “C.G.M. Costruzioni s.r.l.s.” sta per demolire la villa realizzando al suo posto un complesso residenziale di circa 15 appartamenti, in applicazione della legge regionale Lazio numero 7/2017, recante disposizioni in materia di “rigenerazione urbana e recupero edilizio”, in attuazione dell’art. 5, comma 9, del D.L. 13.05.2011 n. 70, convertito con modificazioni dalla L. 12.07.2011 n. 106, nonché dell’art. 2-bis del D.P.R. 06.06.2001 n. 380.Convinti che il permesso a costruire sia stato rilasciato in una area di probabile interesse archeologico, paesaggistico e ambientale, il primo passo dei residenti è una segnalazione al Nucleo Carabinieri Forestale di Monterotondo e una istanza di accesso agli atti al Comune di Monterotondo e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.Lunedì scorso 20 aprile, infatti, l’avvocato Vincenzo Iacovino ha richiesto a Palazzo Orsini di poter prendere visione ed estrarre copia del permesso di costruire e della Dia, ma soprattutto del progetto e di eventuali pareri, nulla osta, autorizzazioni e atti endoprocedimentali anche di altri Enti.Il legale dei residenti di via Spinedi ha invece richiesto alla Soprintendenza se abbia avviato una verifica preventiva, se sia stata coinvolta nel procedimento edilizio e, in caso affermativo, con quali esiti, se esistano vincoli archeologici sull’area e se abbia adottato eventuali provvedimenti di sospensione dell’intervento.Obiettivo, quest’ultimo, prefissato da una 55enne residente che mercoledì 22 aprile ha deciso di presentare un esposto denuncia alla Procura di Tivoli con richiesta di sequestro dopo che il 20 aprile le ruspe hanno iniziato lo sbancamento nell’area in cui sorgerà il nuovo complesso residenziale.Si tratta di un esposto denuncia inviato anche alla Soprintendenza, al sindaco di Monterotondo Riccardo Varone, all’assessore all’Urbanistica Luigi Cavalli, al Comando della Polizia Locale, alla Regione Lazio, al Comando Generale dei Carabinieri, al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, oltre che ai Carabinieri di Monterotondo e al Nucleo Forestale della città eretina.Nell’esposto denuncia l’avvocato Iacopino ipotizza che l’intervento  in corso autorizzato dal Comune di Monterotondo potrebbe comportare l’inapplicabilità della legge regionale numero 7/2017 ai sensi dell’articolo 1 comma 2 per inedificabilità assoluta.A tal proposito il legale della 55enne residente evidenzia che la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, fin dagli anni Novanta ha rilevato l’ubicazione delle catacombe paleocristiane di San Restituto sotto il convento dei cappuccini, sotto la villa di Fausto Cecconi, “con accesso diretto da detta proprietà, e nella zona circostanze, ivi compreso, quantomeno come area di rispetto, se non direttamente interessato da gallerie, il sottosuolo ove è previsto il citato intervento edilizio”.Nell’esposto denuncia inviato alla Procura di Tivoli la residente ha inoltre allegato una nota del 27 marzo 2026 a firma della Soprintendente Lisa Lambusuer indirizzata al Comune di Monterotondo, alla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, ad un paio di residenti e al Professor Vincenzo Fiocchi Nicolai dell’università di Tor Vergata, il maggior esperto della catacomba e autore di un Convegno tenutosi il 19 gennaio scorso nell’aula magna del Liceo scientifico “Giuseppe Peano” di Monterotondo.Nel documento la Soprintendente risponde alla segnalazione dei lavori in corso negli immobili adiacenti alla catacomba di San Restituto in località Cappuccini e annuncia la disponibilità ad un sopralluogo per il 30 marzo scorso per acquisire gli elementi necessari alle valutazioni di competenza e per la programmazione di eventuali successive attività istruttorie.“… questa Soprintendenza – si legge nella nota della Dottoressa Lambusuer – nell’ambito delle proprie competenze, condivide la necessità di procedere a una ricognizione del complesso ipogeo e ritiene meritevole di approfondimento il quadro conoscitivo relativo alla Catacomba di San Restituto. Con particolare riguardo alla sua esatta ubicazione, estensione e stato di conservazione, nonché alle relazioni tra il sito e le testimonianze documentali e culturali note”.Il 20 aprile è iniziato lo sbancamento e ora i residenti chiedono lo stop ai lavori.L'articolo MONTEROTONDO – Un complesso residenziale accanto alla catacomba paleocristiana: i residenti denunciano proviene da Tiburno Tv.