Un’icona degli anni Ottanta pronta a rimettersi in gioco con una dose massiccia di autoironia e sincerità. L’annuncio della partecipazione di Boy George al prossimo Eurovision Song Contest di Vienna (12-16 maggio) in rappresentanza della Repubblica di San Marino, in coppia con la cantante italo-eritrea Senhit, ha spiazzato tutti. Ma a sorprendere ancora di più è la schiettezza con cui l’artista 64enne ha deciso di raccontarsi in un’intervista al Corriere della Sera, scavando tra gli eccessi del suo passato per restituire l’immagine di un uomo pacificato, ma pur sempre fieramente eccentrico. Il brano che il duo porterà in gara si intitola “Superstar“, un inno all’accettazione delle proprie fragilità e alla positività. Un tema che sembra cucito addosso alla rinascita personale dell’ex leader dei Culture Club, uscito da anni difficili segnati dalla dipendenza dalle droghe (quella che lui stesso definiva una “nube chimica”).Oggi, guardandosi indietro, Boy George non fa sconti a se stesso: “La gente si aspetta che io sia odioso, perché anni fa forse lo ero. Ma quello che sono oggi si sposa con la metafora della canzone: tutti sono delle superstar se scelgono di credere in se stessi e di irradiare positività”. Una maturità che gli ha permesso di fare pace con la celebrità, spogliandosi delle paure giovanili: “Mi sento più superstar oggi. Rispetto a quando ero giovane ho accettato la fama e me la godo davvero. Ed è un’esperienza molto diversa, perché un tempo avevo molte insicurezze anche se le nascondevo dietro a una maschera”.E a chi pensa che il suo personaggio sia ormai fuori tempo massimo in una società dove la stravaganza è all’ordine del giorno, l’artista britannico risponde rivendicando la paternità assoluta dell’anticonformismo: “C’è stato un tempo in cui ero l’unico strano, mentre oggi è un aspetto molto più diffuso. Rimane il fatto che rimango il re degli strambi!”. A confermare la sua anima “folle” ci ha pensato anche la sua compagna di palco. Alla domanda su quale fosse la cosa più stupida mai fatta, Senhit si è tirata indietro ammettendo: “Io sono molto noiosa, è lui quello pazzo”.Boy George non si è fatto pregare, regalando un aneddoto emblematico sui suoi vecchi vizi da popstar: “Andavo nei negozi e compravo 25 pezzi della stessa cosa, ma in colori diversi. E poi li ritrovavo nel mio armadio con le etichette ancora attaccate. Ho avuto un periodo un po’ folle in cui, quando finalmente avevo soldi, compravo solo vestiti stravaganti”. Un’abitudine radicalmente cambiata col tempo: “Ora non più. Oggi mi piace creare i miei vestiti e mi piacciono i negozi dell’usato: sono diventato molto parsimonioso”. L’ironia di Boy George non ha risparmiato nemmeno la genesi della sua partecipazione all’Eurovision. L’idea di formare questo duo inedito è partita da Senhit (“Mi era uscito un beat anni 80 e prima ancora di pensare alle parole mi è venuta l’idea di coinvolgere Boy George”, ha spiegato lei), ma la reazione del cantante britannico alla proposta di rappresentare il microstato è stata esilarante: “Quando mi ha detto che era per San Marino, ho subito chiesto: ‘Oh, ma è legale?’. Così ho fatto una piccola ricerca per vedere se fosse permesso”.Rassicurato dai regolamenti, ha accettato con entusiasmo, pregustando una performance in cui le fatiche fisiche saranno ridotte al minimo: “È lei che fa tutto il lavoro”, ha scherzato Boy George descrivendo la coreografia prevista per Vienna. “La mia consiste nello stare seduto, così posso guardarla mentre viene portata in giro. Io invece mi limito a respirare e a fare la mia parte: sarà favoloso”. E se Senhit affronta la gara con lo spirito di chi vuole “solo divertirsi”, il re degli strambi ha le idee molto più chiare: “Noi vogliamo vincere”. Spazio, infine, per un commento su Sal Da Vinci, il rappresentante dell’Italia all’Eurovision. Mentre Senhit ha speso parole di grande elogio (“Adoro la sua canzone, la sua vittoria a Sanremo è stata una sorpresa davvero fantastica”), Boy George ha chiuso l’intervista spiazzando ancora una volta tutti con la sua disarmante onestà: “Devo essere davvero onesto: non l’ho mai sentita”.L'articolo “Ero odioso e sono stato in una nube chimica. Quando mi hanno chiesto di andare all’Eurovision per San Marino ho detto ‘Oh, ma è legale?'”: parla Boy George proviene da Il Fatto Quotidiano.