Col caldo arrivano le zecche, i consigli per proteggere i bambini

Wait 5 sec.

Con l’arrivo della primavera e dei primi caldi torna attuale il tema della prevenzione contro le zecche. Un fenomeno che non riguarda solo la maggiore esposizione all’aria aperta, ma affonda le radici in precise dinamiche biologiche. A fare chiarezza a LaSalute di LaPresse è Stefania Bernardi, pediatra infettivologa e responsabile delle Malattie infettive dell’Ospedale Bambino Gesù.La biologia delle zeccheParassiti simili a piccoli ragni, le zecche trovano il loro habitat ideale in condizioni di umidità. “La zecca si riproduce e si moltiplica nel periodo umido, mentre d’inverno va in un ciclo di stasi biologica”, spiega la dottoressa Bernardi. Il rischio principale è legato alla modalità con cui il parassita si nutre: “Pungendo con una sorta di piccola proboscide, succhia il sangue ma dopo un po’ rigurgita il pasto. È all’interno di questo pasto che potrebbero annidarsi degli agenti patogeni, che si riproducono in parte nella zecca e in parte nell’uomo”. La prevenzionePer evitare rischi per i bambini durante le uscite nei boschi o nei prati con erba alta, la prevenzione passa per accortezze molto semplici. “Schermare le porzioni di pelle esposte, come le gambe, con pantaloni lunghi, calzini e scarpe chiuse, preferendo abiti chiari per individuare subito il parassita”, raccomanda l’esperta. Al ritorno a casa, invece, bisogna “controllare accuratamente la cute del bambino, perché la zecca vi rimane attaccata. Il rovesciamento del suo pasto non avviene subito dopo la puntura, ma a distanza di alcune ore”. Come intervenire in caso di punturaSe si ravvede una zecca la tempestività è fondamentale, ma bisogna evitare rimedi fai da te potenzialmente pericolosi. “Non usare sostanze come trielina, alcol o sostanze oleose”, avverte Bernardi. “La zecca va rimossa con le apposite pinzette, cercando di estrarla come se si togliesse una puntina, evitando di schiacciare il corpo perché l’animale vomiterebbe il pasto all’interno”. Dopo la rimozione non è necessario ricorrere subito agli antibiotici, ma monitorare l’area per l’eventuale comparsa di un eritema. Questo, da solo, non indica però che è stata contratta una patologia, come la malattia di Lyme o l’encefalite da zecca. Se invece, “anche a distanza di tempo, appaiono febbre, dolori articolari o sintomi neurologici – conclude – occorre recarsi dal medico”. Questo articolo Col caldo arrivano le zecche, i consigli per proteggere i bambini proviene da LaPresse