Il governo italiano o meglio l’Italia come paese si costituisce parte civile nel processo di Crans-Montana, il rogo di Capodanno, dove hanno perso la vita 41 persone e 100 ne sono rimaste ferite, molte gravemente. «La Presidenza del Consiglio dei ministri, tramite l’Avvocatura Generale dello Stato, che a sua volta ha delegato uno studio legale elvetico, ha depositato l’atto di costituzione di parte civile della Repubblica Italiana nel procedimento penale relativo all’incendio avvenuto a Crans-Montana tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026», annuncia una nota di Palazzo Chigi. «La decisione – viene spiegata – è motivata dal danno diretto arrecato al patrimonio dello Stato italiano a causa delle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile per l’assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti». Le autorità locali coinvolte nella genesi dell’evento«Sotto il profilo delle responsabilità, il documento di costituzione di parte civile evidenzia come il coinvolgimento delle autorità locali nella genesi dell’evento sia considerato estremamente verosimile, giustificando la ferma richiesta di ristoro contro tutti i soggetti civilmente responsabili», sostiene il governo Meloni. Aperto un secondo fascicolo di indagine: si fa luce sulla macchina dei primi soccorsiLa procura del Cantone del Vallese, che indaga sulla strage, ha aperto una nuova inchiesta sulla gestione dei soccorsi al Le Costellation. A riferirlo è stato lo studio legale Ventimiglia in una nota. «La Procura del Conton Vellese ci ha comunicato che, a seguito della denuncia e delle istanze da noi presentate nelle settimane scorse, è stato avviato un secondo e specifico procedimento penale volto ad accertare eventuali responsabilità dell’Ocvs (l’Organisation cantonale valaisanne des secours (Ocvs) nella gestione dei soccorsi durante la tragica notte del primo gennaio», si legge nella nota. Secondo gli avvocati Fabrizio Ventimiglia e Pierluca Degni, testimonianze e filmati «sollevano rilevanti interrogativi sulla gestione delle prime fasi dell’emergenza, sotto il profilo della carenza di bombole di ossigeno e barelle, oltre che alla scarsa disponibilità di coperte termiche». «Qualora tali criticità trovassero conferma, il loro rilievo causale rispetto all’aggravamento delle condizioni di salute di Sofia (Donadio, assistita dallo studio Ventimiglia, ndr) e degli altri ragazzi coinvolti sarebbe evidente», hanno sottolineato i legali. «Attendiamo quindi con fiducia gli sviluppi di questo ulteriore filone d’indagine», hanno concluso.«I Moretti riapriranno uno dei loro locali»Martedì sera la trasmissione Porta a Porta ha anticipato che venerdì potrebbe tornare operativo Le Vieux Chalet, uno dei tre locali gestiti dai coniugi Jacques e Jessica Moretti. Situato a Lens, è poco distante da Crans-Montana. Ed è lo stesso locale in cui si trovava a lavorare Jacques la sera della strage. Le Vieux Chalet era in ristrutturazione. Una troupe Rai aveva filmato Jacques Moretti nei giorni in cui avrebbe dovuto essere sentito dai magistrati, mai i suoi legali erano riusciti a far rinviare l’interrogatorio perché l’imprenditore, secondo una loro dichiarazione, soffriva di un forte stato depressivo. L’inviata di Porta a Porta ha provato a parlare con il titolare, non riuscendosi. Crans – Le Vieux Chalet, locale dei Moretti a Lens, potrebbe aprire venerdì. Lo dice a Porta a Porta un vicino nel servizio di Maria Teresa Giarratano. pic.twitter.com/23H1Cg8pud— Porta a Porta (@RaiPortaaPorta) April 29, 2026Moretti, infastidito, viene inquadrato nel servizio Rai mentre interviene sul tetto del locale di Lens. Inoltre oggi in una nota ufficiale, Yves Duc, presidente del Rotary di Crans-Montana, precisa che «in nessuna circostanza il nostro Club o la Fondazione Rotary di Svizzera hanno fornito alcun sostegno finanziario, né diretto né indiretto, alla famiglia Moretti». L'articolo L’Italia sarà parte civile nel processo su Crans Montana: la scelta di Meloni. Porta a Porta: «I Moretti riaprono un locale in Svizzera» – Il video proviene da Open.