Oggi 28 aprile esce in libreria “Chiedetevi sempre perché”, il saggio postumo del divulgatore e conduttore tv Piero Angela. Repubblica pubblica oggi un brano tratto dal libro, nel quale Angela indaga la presunta dicotomia tra cultura classica e scientifica. «Nessuno scienziato oserebbe ammettere la sua ignoranza nei confronti dei grandi classici della letteratura, si sentirebbe menomato, incolto, mentre un letterato può tranquillamente dire, senza vergognarsi, di non capire nulla di scienza. Anzi, solitamente tale affermazione viene accolta con un risolino di solidarietà», spiega. Poi dice il suo punto di vista:Perché è importante unire cultura umanistica e cultura scientifica? Perché la conoscenza non ha confini: è un’unica grande impresa collettiva. Per capire davvero il mondo serve una visione d’insieme, capace di connettere mente e cuore, logica e immaginazione. Da un lato, le arti e le lettere ci parlano di emozioni, valori e bellezza. Dall’altro, la scienza ci offre strumenti per comprendere i meccanismi dellanatura e affrontare i problemi complessi del nostro tempo. Separarle significa impoverire entrambe.Come diceva il fisico e filosofo Giuliano Toraldo di Francia, bisogna avere sì tecnologie a misura d’uomo, ma anche e soprattutto uomini e donne a misura di tecnologia. È questa la vera sfida: formare persone capaci di muoversi con naturalezza tra linguaggi diversi, di interpretare i cambiamenti accelerati della società globale, di orientarsi in un ecosistema che non è più solo naturale, ma anche artificiale, fatto di reti, energia, industrie e conoscenza. Per troppo tempo abbiamo parlato di “due culture”.In realtà ne esiste una sola, che deve saperfondere il patrimonio umanistico con quello scientifico. Perché solo chi riesce a navigare in entrambi i mondi può contribuire a scrivere il futuro con intelligenza, responsabilità e creatività.L'articolo “Chiedetevi sempre perché”: il testamento di Piero Angela proviene da Open.