Secondo una ricerca di AlixPartners, riportata dalla testata specializzata Autonews.com, entro il 2030 la produzione all’estero dei costruttori cinesi arriverà a 3,4 milioni di veicoli, quasi tre volte i livelli attuali. Si tratta di una strategia strutturata che punta alla localizzazione produttiva nei mercati chiave.Europa e America Latina sono le destinazioni principali. Due aree diverse, ma complementari: la prima ad alto valore, la seconda con margini di crescita ancora ampi. In Europa, però, il tema non è solo commerciale: i dazi sulle auto elettriche di Pechino stanno spingendo i costruttori a valutare investimenti diretti per produrre localmente e aggirare le barriere.Le trattative in corso confermano questa direzione. Stellantis ha avviato collaborazioni con Dongfeng e Leapmotor, mentre Ford e Geely stanno valutando una partnership industriale nel vecchio continente. Anche Nissan è in dialogo con Chery per l’utilizzo dello stabilimento di Sunderland.Accanto alle joint venture, cresce il numero di progetti indipendenti. BYD è prossima all’apertura del suo primo impianto europeo in Ungheria e sta valutando un secondo sito in Spagna. SAIC Motor ha individuato proprio la Spagna per una fabbrica dedicata ai modelli elettrici del marchio MG. Altri gruppi, come Changan e Great Wall, stanno esplorando soluzioni simili tra Europa centrale (i vertici di Great Wall ssono in trattative con la Romania) e meridionale.Il contesto competitivo spiega questa accelerazione. In Cina, i prezzi delle auto sono scesi di circa il 20% negli ultimi due anni, segnale di una pressione crescente tra i costruttori locali. Allo stesso tempo, le aziende cinesi hanno rafforzato i propri punti di forza: costi contenuti, cicli di sviluppo rapidi e un’integrazione avanzata delle tecnologie digitali a bordo.Questi elementi stanno incidendo anche sui mercati esteri. A marzo, i marchi cinesi hanno registrato in Europa 149.094 immatricolazioni, con una crescita del 97% su base annua. Tra i brand più rilevanti figurano MG, BYD e Chery, ormai stabilmente presenti nelle principali classifiche di vendita.Il passaggio dalla semplice esportazione alla produzione locale segna una fase diversa. Quella di un’integrazione progressiva nel sistema industriale dei mercati di destinazione. Un processo che, nei prossimi anni, potrebbe ridefinire gli equilibri dell’automotive globale.L'articolo Auto cinesi, costruttori pronti a triplicare la produzione all’estero entro il 2030 proviene da Il Fatto Quotidiano.