La Germania di Merz “sfiducia” Von der Leyen: «Tagli leggi e funzionari Ue o la mettiamo sotto controllo». I Verdi: «Berlino è nel caos»

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Da Strasburgo – Ma a che gioco gioca Friedrich Merz? Se lo chiedono un po’ tutti nei palazzi delle istituzioni europee il giorno dopo lo scoop di Politico, che ha svelato un documento strategico della Cdu/Csu che minaccia di demolire l’autonomia della Commissione Ue. Il documento, intitolato “Agenda per una riduzione sostenibile della burocrazia a livello Ue” (non ancora finalizzato), nasce dalla volontà condivisa dai popolari europei di semplificare la regolamentazione Ue. Ma contiene idee e proposte radicali: si chiede alle istituzioni Ue di “auto-controllarsi”, riducendo le proprie attività agli stretti ambiti di competenza e tagliando il personale; se ciò non bastasse, si ventila la possibilità di istituire un nuovo organismo di controllo sulla Commissione europea che potrebbe porre il veto su qualsiasi sua nuova iniziativa “in eccesso”. Secondo Politico in una bozza di documento era perfino stata inserita la proposta di condizionare i contributi degli Stati membri al bilancio Ue ai risultati del lavoro della Commissione nel tagliare le norme. L’idea, almeno questa, sarebbe poi stata stralciata dal documento. L’imbarazzo di Ursula von der Leyen e i malumori a Berlino Qualcuno dalla Cdu ha voluto mettere il dito nell’occhio direttamente alla illustre iscritta Ursula von der Leyen, facendo filtrare le bozze del documento proprio nel giorno in cui la presidente della Commissione era attesa a un convegno del partito a Berlino. Von der Leyen ha poi cercato di gettare acqua sul fuoco, assicurando che la sua Commissione e i democristiani tedeschi sono allineati attorno all’obiettivo della deregolamentazione Ue. «Siamo determinati a portare avanti il cambiamento così da creare in Europa e negli Stati membri un ambiente in cui le aziende possano crescere e sviluppare la competitività globale di cui hanno bisogno», ha detto von der Leyen, assicurando che il documento della Cdu «incorpora molte delle nostre considerazioni». E pure il leader del Ppe Manfred Weber ha assicurato che si lavora congiuntamente in vista della «priorità chiave» della semplificazione. Il paper salta fuori proprio nei giorni in cui Merz ha esplicitato il suo approccio – identico – al prossimo bilancio pluriennale Ue 2028-34: no secco ad alcun aumento dei fondi nel momento in cui i bilanci nazionali sono già sotto stress. A Berlino l’umore è pessimo, dopo che il governo ha dimezzato le previsioni di crescita per il 2026 da +1 a +0,5% a causa dell’impatto della guerra nel Golfo. Ieri Merz si è lasciato scappare un attacco scomposto a Donald Trump: l’Iran lo sta «umiliando», ha detto in un incontro a porte chiuse. L’incredulità di Verdi e Liberali Berlino è nel «caos», ha attaccato stamattina in conferenza stampa la co-leader (tedesca) dei Verdi Ue, Terry Reintke. Che chiede al Ppe di chiarirsi e chiarire le idee su cosa vuole davvero: un’Europa più forte, come si evincerebbe dal suo sostegno a un bilancio pluriennale più ambizioso che il Parlamento europeo chiederà oggi, o un’Europa più debole, con l’assalto all’apparato legislativo/istituzionale Ue? «Il momento è difficile, abbiamo bisogno di una Ue con una voce forte. Il Ppe non sa in che direzione andare. Vogliono avere una Commissione forte o vogliono limitarne i poteri?», ha chiesto Reintke. Irritati per il documento Cdu/Csu pure i liberali, con la leader di Renew Europe Valérie Hayer che ha condannato l’iniziativa ricordando che «i poteri di controllo sull’operato della Commissione europea esistono già, e li ha senza ambiguità il Parlamento europeo». L’altro portavoce dei Verdi Bas Eickhout ha provato a ribaltare la scommessa dei popolari, tedeschi e non, nel quadro dell’attuale crisi seguita alla guerra in Iran: «L’unico modo per liberarci dalla dipendenza dai fossili è accelerare la transizione energetica, dunque spingere col Green Deal. Deregolamentare significa invece frenarlo. Questa non è lotta alla burocrazia, ma è fare un favore all’industria fossile», ha detto Eickhout citando un rapporto di Oxfam secondo cui le prime sei aziende del settore starebbero guadagnando in questi mesi qualcosa come 3mila dollari al secondo. In copertina: Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen – Bruxelles, 22 gennaio 2026 (Ansa/Epa – Olivier Hoslet) L'articolo La Germania di Merz “sfiducia” Von der Leyen: «Tagli leggi e funzionari Ue o la mettiamo sotto controllo». I Verdi: «Berlino è nel caos» proviene da Open.