Sulla grazia a Nicole Minetti il ministero della Giustizia conta di rispondere il più rapidamente possibile ai dubbi sollevati dal Quirinale. Il dicastero di via Arenula ha aperto una procedura interna e sta operando le verifiche necessarie alla ricostruzione dei fatti anche alla luce delle recenti notizie di stampa, hanno fatto sapere dal ministero. Le opposizioni però vanno all’attacco e mettono nel mirino proprio il Guardasigilli Carlo Nordio, arrivando a chiederne le dimissioni.Il ministero della Giustizia: “Agli atti nessuno degli elementi negativi comparsi sulla stampa”“Il ministero ha rappresentato oggi alla Procura generale presso la Corte d’appello di Milano, conformemente alle sue richieste in data odierna, la necessità di acquisire ogni informazione ed elemento utile a consentire l’opportuna valutazione circa le notizie comparse su organi di stampa”, si legge nella nota diffusa ieri dal dicastero guidato da Carlo Nordio che “dà notizia che nessuno degli elementi negativi presentati in recenti articoli di stampa consta agli atti della procedura” sul caso Minetti. All’ex consigliera regionale della Lombardia è stata concessa la grazia per motivi umanitari, ma un articolo del Fatto Quotidiano ha sollevato dubbi sulla vicenda che ha portato alla concessione del provvedimento, legato all’adozione di un bambino da parte dell’ex igienista dentale. Minetti, vicina a Silvio Berlusconi e finita al centro delle cronache politiche e giudiziarie per il cosiddetto ‘caso Ruby’, era stata condannata in via definitiva per i reati di peculato e favoreggiamento della prostituzione a una pena complessiva di 3 anni e 11 mesi, da scontare ai servizi sociali.“Alla domanda dell’atto di clemenza proposta dall’interessata alla Presidenza della Repubblica ha fatto seguito l’istruttoria di rito, in esito alla quale il Procuratore generale di Milano ha espresso parere favorevole. Ad esso hanno fatto seguito – in assenza di elementi di connotazione negativa a carico della Minetti – analogo parere della competente Direzione del Ministero della giustizia e il conseguente parere favorevole espresso dal Ministro” Carlo Nordio “e trasmesso alla Presidenza”, prosegue la nota. Le opposizioni contro Nordio Le opposizioni però vanno all’attacco e chiedono le dimissioni di Carlo Nordio. “A questo punto il ministro Nordio deve fare una sola cosa: dia spiegazioni chiare sull’istruttoria del suo ministero sulla grazia a Nicole Minetti, senza cercare nuovi capri espiatori e risparmiandoci qualsiasi altra esibizione di arroganza e protervia, e poi tolga il disturbo, prima di fare altri danni. Su Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani grazie al Fatto Quotidiano sono emersi elementi pesantissimi e ombre allarmanti sull’istruttoria consegnata dal ministero al Quirinale. Siamo davanti, come minimo, all’ennesimo episodio di superficialità di un ministero allo sbando. L’Italia chiede a Nordio rispetto e chiarimenti, è suo dovere rendere conto e agire sempre nel rispetto delle istituzioni”, affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato. “Cosa sta aspettando Giorgia Meloni a far fare un passo indietro al ministro Carlo Nordio? Non c’è più tempo da perdere: la sua permanenza al Ministero della Giustizia si sta rivelando estremamente dannosa e il dicastero appare privo di guida e controllo”, ha dichiarato ieri Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd, a cui risponde direttamente il Guardasigilli. “Prima di chiedere le mie dimissioni l’onorevole Serracchiani avrebbe dovuto rileggere, visto che è laureata in giurisprudenza, l’articolo 681 del codice di procedura penale, sui provvedimenti relativi alla grazia”, la replica del ministro. Celli (Anm): “Gravissimo se notizie su Minetti confermate”Sulla vicenda è intervenuto anche il vicesegretario dell’Associazione Nazionale Magistrati. “Se fossi io il Presidente della Repubblica non avrei dato la grazia in una condizione come quella rappresentata dai giornali. Se notizie confermate, sarebbe gravissimo: vorrebbe dire che il capo dello stato è stato ingannato”, ha dichiarato a RaiNews24 Stefano Celli, vicesegretario Anm.Questo articolo Grazia a Minetti e i dubbi del Quirinale, Nordio avvia verifiche ma le opposizioni attaccano: “Dimissioni” proviene da LaPresse