Clima teso e frattura sempre più evidente in casa Lazio, dove nemmeno il prestigioso traguardo della finale di Coppa Italia è riuscito a riavvicinare tifoseria e società. Allo Stadio Olimpico, il colpo d’occhio offerto in occasione del pareggio per 3-3 contro l’Udinese è stato emblematico: appena 5 mila spettatori sugli spalti, un dato che fotografa in modo impietoso il momento di forte contestazione.Non si tratta di una reazione legata ai risultati sportivi, ma di una protesta strutturata contro la gestione societaria. Lo sciopero del tifo organizzato prosegue ormai dal lontano 30 gennaio e non sembra destinato a rientrare nel breve periodo. Anzi, i segnali più recenti indicano una linea dura: presenza annunciata per la finale contro l’Inter, ma nuova assenza prevista in occasione del derby con la Roma.Una scelta che rischia di avere ripercussioni non soltanto sull’ambiente, ma anche sul rendimento della squadra. A sottolinearlo è stato l’allenatore Maurizio Sarri, visibilmente provato al termine della sfida con l’Udinese: “Giocare così diventa deprimente e non sostenibile nel lungo periodo. Non so chi può mettere a posto questa situazione, ma inevitabilmente tutto questo influisce sui nostri risultati: abbiamo perso diversi punti“.Sarri non ha nascosto la propria preoccupazione, né per il presente né per il futuro. Il tecnico ha evidenziato come anche i calciatori abbiano percepito negativamente l’atmosfera surreale dello stadio. Al rientro dal riscaldamento, infatti, diversi elementi della rosa apparivano abbattuti davanti agli spalti deserti.Sul fronte societario, però, non arrivano segnali di apertura. Il presidente resta fermo sulle proprie posizioni, rendendo difficile immaginare una soluzione rapida del conflitto. E così, mentre la squadra si prepara a vivere l’appuntamento più importante della stagione, il contesto resta segnato da una frattura profonda. Una crepa che rischia di compromettere non solo il presente, ma anche le prospettive future del club biancoceleste.Lazio, la preoccupazione di Orsi e Salomone: “Non si è mai vista una squadra senza pubblico”A Radio Radio Mattino – Sport & News, sia Nando Orsi sia Luigi Salomone hanno espresso forte inquietudine per una situazione che, giorno dopo giorno, appare sempre più complessa.In particolare, Salomone ha utilizzato parole estremamente pesanti, arrivando a delineare uno scenario quasi drammatico: “La Lazio sta per morire e a Claudio Lotito non frega nulla“. Un’affermazione che fotografa il livello di tensione raggiunto tra una parte dell’opinione pubblica e la dirigenza biancoceleste, accusata di non cogliere la gravità del distacco con la tifoseria.Secondo Salomone, una squadra priva del sostegno del proprio pubblico rischia di perdere attrattività anche sul mercato: “Non si è mai vista una squadra senza tifosi: quale giocatore vorrà venire a giocare in uno stadio del genere?“. Un interrogativo che apre riflessioni profonde non solo sul presente, ma anche sulla capacità del club di programmare il futuro.Guarda il video completo sul canale YouTube di Radio Radio Lo SportThe post “La Lazio sta per morire e Lotito se ne frega!” ▷ Il grido d’allarme di Salomone e Orsi appeared first on Radio Radio.