Dopo le audizioni di ieri su Documento di Finanza Pubblica (Dfp) nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, oggi la seconda tornata con gli interventi di Istat, Corte dei Conti, Banca d’Italia e Ufficio Parlamentare di Bilancio. Il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli: “L’Istat, pur mantenendo un ruolo autonomo e indipendente come responsabile ultimo della qualità dei dati prodotti, svolge anche una funzione di coordinamento e di sintesi tra le diverse istituzioni nazionali coinvolte, a vario titolo, nella produzione dei dati di finanza pubblica (come la Banca d’Italia e il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Mef), assicurando la coerenza tra le varie fonti informative nazionali. Il processo di validazione dei Conti di finanza pubblica prodotti dall’Istat da parte delle istituzioni comunitarie”, ha sottolineato Chelli, “segue modalità e tempistiche dettate dai regolamenti europei”.A febbraio +0,6% fatturato su mese, +0,5% su anno A febbraio 2026 l’Istat stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenti in termini congiunturali dello 0,6% in valore e diminuisca dello 0,1% in volume. Si registrano flessioni sul mercato interno (-0,2% in valore e -0,7% in volume) ed incrementi su quello estero (+1,9% in valore e +1,0% in volume). Gli indici destagionalizzati del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano a febbraio un aumento congiunturale per i beni strumentali (+1,8%) e per i beni di consumo (+0,8%), mentre risultano in diminuzione i beni intermedi (-0,6%) e l’energia (-1,4%). Ampliando lo sguardo al trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, in termini congiunturali, sottolinea l’Istat, il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, aumenta in valore (+0,3%) e diminuisce in volume (-0,1%). Su base tendenziale, a febbraio 2026, il fatturato dell’industria, corretto per gli effetti di calendario, registra invece un aumento in valore (+0,5%) ed in volume (+0,1%), sintesi di una crescita dello 0,4% in valore e dello 0,5% in volume sul mercato interno e di un incremento dello 0,7% in valore e di una flessione di analoga intensità in volume sul mercato estero. Gli indici corretti per gli effetti di calendario del fatturato in valore riferiti ai raggruppamenti principali di industrie registrano, su base annua, un marcato calo per l’energia (-11,3%), mentre si osservano incrementi moderati per i beni strumentali (+2,0%) e per i beni intermedi (+1,6%) e una sostanziale stazionarietà per i beni di consumo (+0,1%).Fatturato settore servizi -0,1% a febbraio su mese, +2,4% su annoPer il settore dei servizi l’Istat stima a febbraio 2026 una diminuzione in termini congiunturali dello 0,1% in valore e dello 0,3% in volume, con una dinamica negativa nel commercio all’ingrosso (-0,2% in valore e -0,7% in volume) e una variazione nulla in valore e una diminuzione dello 0,2% in volume negli altri servizi. Ampliando lo sguardo al trimestre dicembre 2025-febbraio 2026, per i servizi, si rileva un incremento dello 0,8% in valore e una variazione nulla in volume. Al netto degli effetti di calendario, su base annua l’Istat rileva incrementi tendenziali del 2,4% in valore e dello 0,6% in volume. Variazioni positive si registrano sia nel commercio all’ingrosso (+2,5% in valore e +2,2% in volume), sia negli altri servizi (+2,3% in valore e +0,4% in volume).“Dinamica Pil 2026 meno positiva rispetto a IV trim. 2025”“Le informazioni congiunturali disponibili per i primi mesi del 2026, il cui quadro informativo è ancora in fase di completamento, sembrano confermare una dinamica meno positiva per l’economia italiana rispetto a quanto rilevato nell’ultimo trimestre”. Lo afferma il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, in audizione sul Documento di Finanza Pubblica presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. Nell’ultimo trimestre del 2025, ha sottolineato Chelli, “il Pil è cresciuto dello 0,3% (dopo +0,2% nel terzo)”.“Inaspettata resilienza per interscambio commerciale Italia nel 2025” “Nel 2025 l’interscambio commerciale dell’Italia ha evidenziato un’inaspettata resilienza rispetto alla forte instabilità che ha caratterizzato i mercati internazionali nel corso dell’anno: le esportazioni di beni in valore sono cresciute del 3,3% e le importazioni del 3,2%, con un surplus commerciale pari a 50,7 miliardi. Le esportazioni verso i paesi Ue sono risultate più vivaci (+4,2%, rispetto a +2,4% per i paesi extra Ue)”, ha aggiunto Chelli, specificando che “una tendenza opposta si osserva per le importazioni, con gli acquisti dall’area extra Ue che hanno registrato un aumento più ampio (+3,4%, rispetto a +2,9%)”. “Stime conti pubblici complete ma non ancora definitive” “L’attuale versione dei Conti acquisisce, in particolare, le più recenti evidenze sulle cessioni dei crediti d’imposta connessi al Superbonus per le spese sostenute nel corso del 2025. La normativa aveva infatti indicato il 16 marzo 2026 come data ultima per comunicare all’Agenzia delle Entrate la scelta di avvalersi della cessione del credito o dello sconto in fattura per le spese Superbonus sostenute nel 2025. Le informazioni inserite sono pertanto complete, sebbene non ancora definitive per la fisiologica stabilizzazione del dato relativo alla cessione dei crediti possibile nei prossimi mesi”. “Spesa Superbonus per 2025 di poco inferiore a 8,4 mld”La spesa relativa al Superbonus per il 2025 “è di poco inferiore a 8,4 miliardi”, in linea “con il valore dei crediti ceduti, comunicati all’Agenzia fino alla scadenza prevista del 16 marzo 2026, e depurati di tutte le irregolarità comunicate dall’Agenzia all’Istat. Questo articolo Dfp 2026, l’Istat al governo: “Nostro ruolo autonomo e indipendente, seguiamo le norme Ue” proviene da LaPresse