Mi sia permesso esprimere un profondo rammarico in merito ai fatti avvenuti durante i cortei organizzati in occasione del 25 aprile. Parto dalla sintesi che la Presidente del Consiglio, on. Giorgia Meloni, ha scritto per condannare le violenze: “Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione: aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione; sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati; cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati; la Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine. Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”.La sintesi di quanto avvenuto offre uno spaccato davvero preoccupante e sono d’accordo sul fatto che ci troviamo di fronte a un reale problema. A mio avviso esso altro non è che la non conoscenza, una non conoscenza che abbraccia il passato, si estende al presente e lancia pesanti ombre sul nostro futuro. Impedire ad altri di manifestare le proprie idee, in nome di un’ideologia che vuole che la festa del 25 aprile sia la festa di una sola parte politica, vuol dire non conoscere il passato, interpretare il presente in modo errato e agire perché l’ideologia prosegua nel futuro.Alla Resistenza parteciparono tutte le forze politiche antifasciste; la coalizione di centrodestra che ora è al governo non solo vi si trova perché i cittadini hanno votato liberamente, dando fiducia a questa coalizione, ma nulla ha a che vedere con il fascismo, e continuare con questa identificazione non solo è operazione intellettualmente disonesta, ma è anche assai pericolosa, perché confonde i giovani, che sono volutamente fatti confondere da coloro che vogliono, per altri interessi, aumentare il clima di tensione. Bruciare le bandiere dei popoli, impedire alla Brigata ebraica di partecipare alle manifestazioni sono comportamenti gravi.Leggi anche: Insulti choc dal palco del 25 aprile: La Russa è un bastard***. Poi l’attacco a MeloniNiente scuse: il 25 aprile è da sempre contro la Brigata EbraicaTorno a rivolgere un pressante invito alla classe politica perché trovi, pur nel legittimo contendere politico, una nuova responsabilità, una nuova capacità di dialogo, una nuova strategia che renda l’Italia in grado di fare la differenza in ogni ambito. È l’attuale contesto internazionale a chiedere questa novità di ispirazione e di azione: l’Italia deve essere in grado di fare da ponte tra le nazioni europee e tra queste ultime e gli Stati Uniti.L’Italia è la culla della civiltà occidentale, nata dall’incontro, pensiamo un po’, tra Oriente e Occidente. La vocazione politica dell’Italia è la mediazione, da sempre. Per mediare, però, occorre unità politica, occorre unità interna, occorre generosità istituzionale. Questa generosità istituzionale ha consentito in passato di superare momenti di profonda crisi (gli anni di piombo, l’epoca stragista); non dobbiamo dimenticarcene.Soprattutto i nostri giovani, che non hanno vissuto né la guerra, né il terrorismo, né l’epoca stragista, devono badare a chi rivolgono la loro fiducia, perché non aver sperimentato sulla propria pelle determinati momenti forse non consente loro di comprendere il rischio cui si va incontro continuando a dare retta a chi non ha intenzioni di pace e di dialogo.Che il futuro non sia compromesso dalla non conoscenza del passato, che il futuro non sia ipotecato dalla mancata esperienza del dolore.Suor Anna Monia Alfieri, 28 aprile 2026L'articolo Suor Monia sul 25 aprile: “Scene indegne, dai violenti operazione disonesta” proviene da Nicolaporro.it.