AGI - Il capo del Pentagono, Pete Hegseth, è atteso per due giorni di fuoco al Congresso: domani e giovedì verrà ascoltato da due commissioni per rispondere sulla richiesta del budget da 1500 miliardi di dollari per le forze armate, sulle strategie nel conflitto con l'Iran e sull'epurazione dei vertici militari. Hegseth verrà ascoltato domani davanti alla commissione Servizi armati della Camera, il cui appuntamento non era stato pubblicizzato, e giovedì davanti alla stessa commissione ma del Senato. Quest'ultimo è considerato l'appuntamento più delicato per il segretario alla Difesa, perché arriva nel momento in cui si registra la crescente sfiducia nei suoi confronti da parte dei senatori repubblicani.Secondo The Hill, alcuni membri del Congresso vorrebbero che "si facesse da parte" e questi messaggi arrivano mentre il Wall Street Journal ha parlato di sfiducia del vicepresidente JD Vance nel modo con cui Hegseth avrebbe gestito le informazioni sulla guerra in Iran e nascosto i veri numeri legati all'esaurimento di scorte di sistemi missilistici. Senatori repubblicani che hanno parlato con The Hill in forma anonima hanno dichiarato che Hegseth non verrebbe confermato alla guida del Pentagono se Trump lo rinominasse oggi, e sostengono che il caos tra i vertici dello staff al dipartimento della Difesa sotto la sua guida sia una fonte di forte preoccupazione.Le ragioni della sfiducia e gli scontri interniI falchi in materia di difesa al Senato non hanno digerito il licenziamento del capo di stato maggiore dell'Esercito Randy George, e sono rimasti sorpresi e delusi per il siluramento del segretario della Marina John Phelan. Un senatore repubblicano ha confessato che da tempo all'interno del gruppo repubblicano al Senato esistono dubbi sulla mancanza di esperienza di Hegseth nella gestione di una grande e complessa burocrazia, oltre a una certa diffidenza verso il suo stile di leadership spesso aggressivo. Ma la sfiducia è aumentata dopo gli scontri tra Hegseth e i vertici militari, che invece contano su solidi rapporti con il Congresso. E a destare ulteriore preoccupazione c'è lo scontro in atto con il segretario dell'Esercito Dan Driscoll. "Penso che Hegseth stia sbagliando sulle nomine del personale. Ha allontanato alcuni dei generali più straordinari che avevamo in servizio. Non capisco bene cosa stia succedendo," ha dichiarato il senatore Thom Tillis, secondo il quale Hegseth "non ha l'esperienza per gestire gruppi molto più grandi" delle "30 o 40 persone" che guidava come ex ufficiale di fanteria alla Guardia nazionale del Minnesota. "Per certi versi, forse non in modo così estremo, ma sotto alcuni aspetti sta mostrando la stessa mancanza di esperienza che ha messo nei guai l'ex segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem," ha aggiunto Tillis. Un paragone che non dovrebbe lasciare tranquillo Hegseth, visto che Noem è stata cacciata dal presidente Donald Trump.La risposta del Pentagono e le prossime audizioniIl portavoce del Pentagono Sean Parnell non ha voluto rispondere direttamente alle critiche dei senatori, limitandosi a dichiarare che Hegseth non commenta le partenze degli alti ufficiali, ma ha osservato che sarebbe difficile riformare l'enorme dipartimento della Difesa senza cambiare i vertici della leadership militare. Domani e giovedì, il capo del Pentagono avrà l'occasione di spiegare la sua linea anche su questo. E, stavolta, il fuoco nemico potrebbe non arrivare solo dai democratici.