Si è registrato nei giorni scorsi un nuovo tentato assassinio ai danni di Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, l’attuale presidente della civiltà talassocratica del dollaro. Il giovane uomo che ha sciaguratamente sparato durante la cena di gala è stato prontamente fermato e Trump, con la sua signora, è stato celermente condotto in salvo. Dunque, ancora una volta, Trump riesce a sopravvivere a un attentato ai suoi danni.Operazioni condannabili e inutiliAl netto del fatto che operazioni di questo tipo sono sempre e comunque condannabili e soprattutto inutili, dato che, come sapevano i greci, sangue chiama sangue e violenza chiama violenza, mi pare opportuno svolgere due pur telegrafiche considerazioni controvento.Caduta libera del gradimentoAnzitutto, l’indice di gradimento di Donald Trump risulta letteralmente in caduta libera ed egli sta vivendo una vera e propria emorragia di consensi. Trump si era presentato come il presidente pronto a far finire tutte le guerre e poi, una volta ottenuto lo scranno, ha tradito tutte le proprie premesse e tutte le proprie promesse, risultando un presidente imperialista sulla linea di Bush e di Obama, di Clinton e di Biden.Il problema dell’Impero americanoCon ciò è una volta di più confermata la mia tesi, in accordo con la quale il problema è e resta l’Impero americano in quanto tale, a prescindere dal presidente che di volta in volta occupa la poltrona imperiale. Lo dico a beneficio dei tanti capita insanabilia che continuano a parteggiare ora per il presidente repubblicano, ora per quello democratico, senza capire che il problema è l’impero americano, qua talis.Attentati reali o messa in scena?La seconda considerazione può essere invece formulata a mo’ di domanda: gli attentati contro Trump sono reali o sono forse una messa in scena, buona soltanto a generare consenso intorno al presidente? E magari anche a frenare la caduta verticale di gradimento che lo sta accompagnando in questi mesi?La nostra, sia chiaro, è allo stato dell’arte soltanto una domanda, soltanto un interrogativo, non una certezza granitica. Non abbiamo infatti elementi probanti per risolvere l’enigma, ma il dubbio, questo è il punto, resta intatto. Fin dai tempi di Erodoto sappiamo che il potere utilizza ad arte i finti attentati e le aggressioni simulate per potenziare se stesso, di più per giustificare una riorganizzazione autoritaria della propria amministrazione delle cose e delle persone. Potrebbe anche questo essere il caso? Non è da escludere a priori. Questo deve essere l’interrogativo aperto.Radioattività – Lampi del pensiero quotidiano con Diego FusaroThe post Tutto quello che non torna sugli attentati a Trump appeared first on Radio Radio.