Venezi, il corto circuito dell’intolleranza: fuori chi dissente

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Da mesi assistiamo a una polemica che ha ormai superato il confine del grottesco: scioperi, comunicati, dimissioni, prese di posizione. Tutto per la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale della Fenice di Venezia. Una direttrice d’orchestra di 36 anni che ha già lavorato in Italia e all’estero. Insomma, non proprio un’esordiente. E allora perché tanto rumore? Perché è giovane? Perché è donna? Perché ha carattere?Gli orchestrali della Fenice sostengono che la sua sia una nomina politica. E, anche ammesso che fosse così, la domanda resta: se una persona ha le capacità, perché dovrebbe essere un problema il suo orientamento — politico, religioso o sessuale? La musica è musica, non un congresso di partito.Purtroppo entrano in campo le “offese” reciproche, e qui scatta la caduta di stile, con la conseguenza che i rapporti si incrinano. Alla fine, la notizia riportata da Libero è che la Fenice ha annullato tutte le collaborazioni future con la Venezi, accusandola di “gravi dichiarazioni pubbliche” dopo l’intervista in cui parlava di posti “tramandati di padre in figlio”: una frase che ha fatto infuriare l’orchestra, già in agitazione da mesi contro la sua nomina.Leggi anche: Fenice: alla fine gli orchestrali hanno vinto. Venezi fatta fuoriOra, permettetemi un paragone per capire l’assurdità del dibattito. In Italia abbiamo una pilota di 24 anni, Linda Calistri, pluripremiata dall’Enac e oggi primo ufficiale in una grande compagnia aerea europea. Se lei sbaglia, sono in gioco vite umane. Se la Venezi sbaglia una nota, al massimo rimedia una figuraccia. E poi: siamo sicuri che gli orchestrali non sbaglino mai?Qualcuno si ricorda di Herbert von Karajan? Rileggetevi la sua biografia.  E qui si apre un punto che nessuno sembra voler affrontare: se non si dà spazio alle nuove generazioni, chi prenderà il posto dei direttori di oggi, bravissimi ma inevitabilmente attempati?Un consiglio spassionato a tutti gli indignati: riguardate Prova d’orchestra di Fellini. È un film che parla di mediocrità, caos e fragilità collettiva, e sembra scritto ieri. Per concludere, una considerazione finale, semplice semplice: se la Fenice fosse un’azienda privata, le maestranze potrebbero decidere chi deve essere il nuovo direttore?Ezio Pozzati, 27 aprile 2026L'articolo Venezi, il corto circuito dell’intolleranza: fuori chi dissente proviene da Nicolaporro.it.