Ancora una volta la celebrazione del 25 aprile è diventata un’occasione per i radicali di sinistra, comprese le fazioni violente antiisraeliane, antiamericane e visceralmente ostili al modello capitalistico occidentale (anche se molti di questi figli di papà in tale sistema ci sguazzano), per inquinare i pozzi del dibattito politico.Sebbene si tratti da sempre di una festa della liberazione molto simbolica – dato che a mandare a casa le truppe tedesche ci hanno pensato i soldati Alleati, che hanno versato molto sangue –, oramai essa si è trasformata in una manifestazione estremamente faziosa, utilizzandola come una sorta di manganello propagandistico per colpire la destra di governo. Destra che, avendo alcune radici con il famigerato ventennio, viene idealmente messa al rogo proprio in questa “fatidica” ricorrenza.Tant’è che, alla vigilia del 25 aprile, dopo il voto sul decreto sicurezza alla Camera, i deputati di sinistra hanno intonato per l’ennesima volta “Bella ciao”, sostenendo in seguito, per bocca di alcuni esponenti e propagandisti – su tutti Massimo Gramellini nel salotto a senso unico della Gruber – secondo i quali questa sarebbe “una canzone di tutti”.Ebbene, cari compagnucci della parrocchietta, da modesto appassionato di storia, e che non ho mai avuto particolari simpatie per un regime morto e sepolto, io mi dissocio da questa affermazione. “Bella ciao” è divenuto, al pari della famosa “Internazionale”, l’inno di una ben identificata parte politica in cui, in modo molto confuso, riecheggiano alcune nostalgie di un comunismo altrettanto morto e sepolto.“Bella ciao”, come ho sempre affermato, tende ad accreditare una serie di falsi storici che, da parte di chi i fatti li analizza sul serio, non potranno che essere considerati frutto di mera propaganda politica.Forse sarebbe il caso di superare una volta per sempre questo imbarazzante scoglio divisivo del 25 aprile. Il mondo va avanti, ma la sinistra italiana continua pervicacemente a restare in mezzo al guado di una narrazione che sempre meno interessa alle nuove generazioni.Claudio Romiti, 28 aprile 2026Leggi anche:Insulti choc dal palco del 25 aprile: “La Russa è un bastard***”. Poi l’attacco a MeloniNiente scuse: il 25 aprile è da sempre contro la Brigata EbraicaL'articolo No signori, “Bella ciao” non è un canto di libertà proviene da Nicolaporro.it.