Biennale, la giuria esclude Russia e Israele dai premi. «Niente ai paesi i cui leader sono accusati di crimini contro l’umanità»

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La Giuria internazionale della Biennale Arte di Venezia «si asterrà dal considerare quei Paesi, i cui leader sono attualmente accusati di crimini contro l’umanità da parte della Corte penale internazionale». L’annuncio arriva dalla presidente Solange Farkas, Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi. Russia e Israele saranno quindi esclusi dalla competizione per i Leoni d’Oro e d’Argento. «In questa edizione della Biennale desideriamo dichiarare l’intenzione di esprimere il nostro impegno per la difesa dei diritti umani nello spirito del progetto curatoriale di Koyo Kouoh», spiega la Giuria in una nota destinata a scatenare reazioni.«Operiamo in piena autonomia e indipendenza»«La Giuria della Biennale Arte 2026, al pari di tutte le giurie delle manifestazioni della Biennale di Venezia, opera in piena autonomia e indipendenza di giudizio nell’esercizio delle proprie funzioni», ha precisato l’ufficio stampa della Biennale. «In merito alla dichiarazione diffusa in data odierna dai giurati, si tratta di una presa di posizione che i componenti hanno deciso di anticipare e rendere pubblica. Una naturale espressione della libertà e della autonomia delle quali La Biennale è garante», sottolinea la nota. La (solita) situazione alla BiennaleLa presenza della Russia, dopo l’invasione dell’Ucraina, è sempre stata una spina nel fianco dell’evento. Nel 2022 gli artisti Alexandra Sukhareva e Kirill Savchenkov avevano chiuso lo spazio espositivo definendo la guerra in Ucraina «insopportabile». Nel 2024 Mosca aveva persino ceduto il proprio padiglione alla Bolivia, mentre nel 2026 è tornata con una partecipazione diretta, alimentando tensioni anche dentro l’Ue, con la minaccia di taglio dei fondi. Il padiglione russo, intitolato ‘”The tree is rooted in the sky”, raccoglie cinquanta artisti, tra musicisti, poeti e filosofi, proponendo una visione eterna, distinta dalle contingenze politiche. Il padiglione israeliano invece non si trova nei Giardini, ma all’Arsenale a causa di una ristrutturazione. Nel 2024 lo spazio israeliano fu chiuso il giorno dell’apertura dall’artista Ruth Patir, in segno di protesta. La presenza russa ha spinto Finlandia e Lettonia ad annunciare il boicottaggio dell’inaugurazione. Mentre l’Ue pensa di sospendere i finanziamenti per 2 milioni di euro, destinati a progetti per il cinema. Il ministero della Cultura italiano ha chiesto alla Biennale i documenti relativi alla presenza russa, ma finora non sarebbero emersi punti critici che potrebbero rivelare un mancato rispetto delle sanzioni imposte alla Federazione Russa per la guerra in Ucraina.L'articolo Biennale, la giuria esclude Russia e Israele dai premi. «Niente ai paesi i cui leader sono accusati di crimini contro l’umanità» proviene da Open.