di Guido Keller – Dopo quasi due mesi di guerra di Usa e Israele contro l’Iran le manovre diplomatiche fanno emergere una novità inattesa sul fronte politico internazionale. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una tregua indefinita con l’Iran, senza che da Teheran fosse arrivata una richiesta formale in tal senso. Una mossa che segna una rottura rispetto alle consuete dichiarazioni del leader americano, spesso caratterizzate da scadenze variabili.Una posizione, quella di Trump, che nasconde una scomoda verità: l’Iran è sta ferito ma non è morto, nessuna civiltà è stata distrutta. Tradotto in altri termini, dopo il caos energetico, i paesi del Golfo colpiti, gli alti costi sostenuti e il materiale perso o danneggiatoi (comprese due portaerei), gli Usa hanno semplicemente una nuova sconfitta da aggiungere alla loro collezione.Rimane tuttavia alta la tensione nello Stretto di Hormuz, dove il blocco navale imposto dagli Stati Uniti continua a rappresentare uno degli strumenti di pressione più rilevanti nelle trattative. Parallelamente Trump prosegue la sua comunicazione sui social, pubblicando dichiarazioni spesso contraddittorie sulla piattaforma Trutha/em> Social.Sul piano diplomatico, si aprono comunque spiragli per nuovi colloqui: secondo il New York Post, citando un messaggio attribuito allo stesso presidente americano, negoziati con l’Iran potrebbero iniziare già da venerdì.Nel frattempo, l’Italia si muove sul fronte del dialogo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito di un contatto diretto con il suo omologo iraniano, sottolineando la necessità di una soluzione rapida e condivisa:“Ho avuto stamani un colloquio telefonico con il Ministro iraniano Araghchi . L’ho incoraggiato a lavorare rapidamente a una soluzione costruttiva della crisi in Iran e a rilanciare relazioni positive con i Paesi vicini del Golfo”, così il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X. “È fondamentale arrivare rapidamente a un’intesa sul cessate-il-fuoco che garantisca la riapertura sicura dello Stretto di Hormuz e confermi il carattere esclusivamente civile del programma nucleare iraniano. Ho inoltre evidenziato la priorità di raggiungere un cessate il fuoco duraturo in Libano, incoraggiando tutte le parti a impegnarsi concretamente per una pace stabile e condivisa. L’Italia è pronta a contribuire attivamente per sostenere il dialogo e rafforzare la stabilità nel Libano e in tutta la regione”.Sul fronte europeo invece si registra un duro scontro verbale tra Teheran e Bruxelles. Il governo iraniano ha attaccato l’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, accusandola di adottare “doppi standard” e arrivando a definire la sua posizione “la via maestra dell’ipocrisia europea”. Le critiche fanno riferimento alla mancanza di reazione dell’Unione Europea dopo l’attacco a una scuola elementare nella città di Minab, dove sono morte oltre 168 persone, perlopiù bambine.Le dichiarazioni arrivano in risposta alle parole di Kallas, che aveva parlato di una “pericolosa inversione a U” dell’Iran in relazione agli attacchi nel Golfo. La replica iraniana è stata affidata ai social dell’ambasciata a Londra, con un elenco di accuse rivolte all’Ue, tra cui:“168 scolare iraniane massacrate. Ponti colpiti. Infrastrutture idriche prese di mira. Condanna dell’Ue: nessuna. Azione dell’Ue: sanzioni contro la vittima. Questo è il nuovo Muro di Berlino della moralità”; “L’Iran dice che Hormuz è aperto; gli Stati Uniti dicono che è bloccato e sequestrano navi. Risposta dell’Ue: silenzio”; “Mandati di arresto della Corte penale internazionale contro i leader israeliani. Risposta dell’Ue: visite e abbracci”; “Genocidio trasmesso in diretta da Gaza. Risposta dell’Ue: arrestare gli studenti che protestano contro di esso”.A complicare ulteriormente il quadro è la situazione nel Golfo dell’Oman. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha denunciato il sequestro della nave M/T Tifani da parte delle forze statunitensi, definendo l’azione una grave violazione.“Bloccare i porti iraniani è un atto di guerra e quindi una violazione del cessate-il-fuoco”: il monito giunge dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, replicando all’attacco che il dipartimento della Difesa americano ha confermato ieri nel golfo dell’Oman contro la nave M/T Tifani, accusata di “trafficare” il greggio iraniano.Araghchi ha poi aggiunto: “Colpire una nave mercantile e prendere in ostaggio il suo equipaggio è una violazione ancora più grave. L’Iran sa come neutralizzare le restrizioni, come difendere i propri interessi e come resistere alle intimidazioni”.Nonostante i segnali di possibile apertura diplomatica, la situazione resta dunque estremamente fragile, con il rischio di nuove escalation militari ancora concreto.