Calcio, inchiesta sugli arbitri: gli indagati sono cinque. L’Inter e i suoi dirigenti non sono coinvolti

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Si allarga l’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale italiano, ma con un primo punto fermo: allo stato attuale gli indagati sono cinque, tutti appartenenti alla classe arbitrale. Nessun coinvolgimento diretto per l’Inter né per i suoi dirigenti, così come per gli altri club, che non risultano nemmeno parti lese. Dopo giorni di silenzio seguiti agli inviti a comparire notificati il 25 aprile all’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e al supervisore Var autosospeso Andrea Gervasoni, da ambienti investigativi emergono le prime precisazioni ufficiali. Le partite finite sotto la lente della Procura sono cinque, tutte legate all’ipotesi di frode sportiva.Le accuse a Rocchi: dalle “bussate” Var alle designazioniIl nome centrale dell’indagine resta quello di Rocchi, a cui vengono contestati tre episodi. Il primo riguarda il presunto condizionamento attraverso le cosiddette “bussate” alla sala Var durante Udinese-Parma del 1° marzo 2025.Le altre due contestazioni toccano direttamente il tema delle designazioni arbitrali. Secondo il pubblico ministero Maurizio Ascione, Rocchi avrebbe favorito l’Inter assegnando un arbitro “gradito” per la trasferta di Bologna del 20 aprile 2025 e si sarebbe attivato per evitare la designazione di Daniele Doveri nelle gare decisive della stagione, indirizzandolo invece verso una semifinale di Coppa Italia. Al centro di queste ipotesi anche un presunto accordo avvenuto il 2 aprile 2025 allo stadio San Siro, con altre persone ancora da identificare. Un dettaglio che lascia intendere come il numero degli indagati possa crescere.Gli altri nomi: Gervasoni, Nasca e il filone sulle false dichiarazioniAccanto a Rocchi, figura tra gli indagati anche Gervasoni, coinvolto per la partita Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025, in relazione a un rigore inizialmente concesso e poi revocato dopo l’intervento del Var. A differenza di Rocchi, che potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio del 30 aprile, Gervasoni sarebbe orientato a chiarire la propria posizione davanti ai magistrati. Nel fascicolo compaiono anche altri arbitri: Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, quest’ultimo per il ruolo di assistente Var nella partita Inter-Verona del gennaio 2024, quella segnata dall’episodio della gomitata di Bastoni. Diversa invece la posizione di Daniele Paterna, inizialmente sentito come testimone e poi iscritto per false informazioni ai pm nell’ambito della stessa indagine.Il fascicolo, coordinato dal procuratore capo Marcello Viola, si è formato alla fine del 2024 e raccoglie diversi esposti, tra cui quello di un avvocato tifoso veronese dopo Inter-Verona e la denuncia dell’ex guardalinee Domenico Rocca. Negli ultimi mesi sono stati ascoltati numerosi arbitri come testimoni, mentre per la posizione di Rocchi la Procura ha già chiesto la proroga delle indagini, anche alla luce delle intercettazioni raccolte. Sul tavolo resta infine il nodo della competenza territoriale: la sala Var si trova a Lissone, territorio che ricade sotto la Procura di Monza. Un elemento che potrebbe aprire un ulteriore fronte procedurale in un’inchiesta destinata a far discutere ancora a lungo.L'articolo Calcio, inchiesta sugli arbitri: gli indagati sono cinque. L’Inter e i suoi dirigenti non sono coinvolti proviene da Nicolaporro.it.