I dubbi degli Usa sulla proposta dell'Iran. Putin riceve Araghchi

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AGI - Mentre continua il ping pong diplomatico, la soluzione della guerra tra Iran e Stati Uniti entra in una nuova fase di attesa.Gli Usa bocciano, seppur senza chiudere alle trattative,  l’offerta iraniana sulla riapertura dello Stretto di Hormuz in cambio della revoca del blocco navale americano. Solo in un secondo momento, questa la proposta iraniana, verrà affrontato il dossier sul nucleare. Una offerta affidata da Teheran ai mediatori pachistani che non scalda però la controparte statunitense. Trump "è scettico", rivela il Wall Street Journal, sulla proposta dell'Iran anche perché prevede il rinvio delle trattative sul programma nucleare. "Una normalizzazione non è possibile alla luce del modo in cui l’Iran gestisce il passaggio nello Stretto di Hormuz, sottolineando che Washington non può tollerarlo", le parole del segretario americano Marco Rubio.Il capo della diplomazia americana critica in particolare le condizioni poste da Teheran per una riapertura della rotta marittima — tra cui il coordinamento con l’Iran, il pagamento di diritti di transito e le minacce di colpire le navi in transito — affermando che tali richieste non rappresentano una vera apertura. Intanto si muove anche la Russia nella partita diplomatica sul conflitto in Iran. Putin ha ricevuto ieri Abbas Araghchi a San Pietroburgo. Un faccia a faccia di circa novanta minuti. “È stato un ottimo incontro”, ha detto il ministro degli Esteri iraniano.Il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov ha sottolineato che il bilaterale tra Putin e il ministro iraniano non è stato sgradito agli Usa. Mosca si è detta più volte disposta ad ospitare nel suo territorio la scorte iraniane di uranio arricchito. Una ipotesi su cui tornano ad accendersi i riflettori dopo l'incontro tra Putin e il ministro iraniano. La diretta 04.42 La Marina statunitense intercetta una petroliera iraniana Un cacciatorpediniere della Marina statunitense ha intercettato la petroliera battente bandiera iraniana 'Stream' mentre tentava di raggiungere un porto iraniano. Lo ha reso noto il Comando Centrale degli Stati Uniti spiegando che la nave da guerra 'Rafael Peralta' ha intercettato la petroliera domenica, nell'ambito del blocco dei porti iraniani. Almeno 39 navi in ​​transito da o verso i porti iraniani sono state costrette a fermarsi, secondo i media locali, dall'inizio del blocco il 13 aprile. L'Iran, da parte sua, ha denunciato l'operazione come un atto di "pirateria e rapina a mano armata in alto mare", collegandola al recente sequestro di altre petroliere associate al Paese. Nel frattempo, i dati di MarineTraffic collocano la M/T Stream nello Stretto di Malacca quasi due settimane.04.16 Uno super yacht di un alleato di Putin attraversa Hormuz Un super yacht legato a uno dei principali alleati del presidente russo Vladimir Putin ha attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante il blocco navale. Il lussuoso yacht Nord, lungo 142 metri riconducibile al miliardario russo Alexey Mordashov, soggetto a sanzioni, ha viaggiato da Dubai a Muscat, in Oman, durante il fine settimana, risultando una delle poche imbarcazioni private ad aver transitato attraverso lo stretto negli ultimi mesi. Mordashov, che ha stretti legami con Putin, non risulta essere il proprietario ufficiale dell'imbarcazione di lusso. Tuttavia, i registri di Nord indicano che l'imbarcazione è stata registrata a nome di una società di proprietà della moglie nel 2022. Nord, il cui costo è stimato in oltre 500 milioni di dollari, ha lasciato Dubai venerdì sera ed è arrivato ad Al Mouj, un porto turistico nella capitale dell'Oman, domenica mattina, secondo i dati della piattaforma Marine Traffic.00.43 Trump è scettico sulla proposta iraniana  Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è “scettico" riguardo alla proposta dell’Iran di un accordo che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz ma anche il rinvio delle discussioni sul programma nucleare. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti dell’amministrazione americana. Trump ha discusso della proposta con i suoi consiglieri e, pur non avendola respinta in modo netto, sostiene il Wsj, ha espresso il dubbio che l’Iran non stia agendo in buona fede o non sia disposto a soddisfare la sua richiesta principale: porre fine all’arricchimento dell’uranio e impegnarsi a non sviluppare un’arma nucleare.