L’appello a Mattarella dopo il caso Minetti: “Presidente, lo ricorda questo video?” | Fabio Duranti

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La grazia concessa a Nicole Minetti non è gossip: è la cartina di tornasole di come il potere funziona in Italia. Mentre anziani malati terminali attendono invano un provvedimento di clemenza, chi conosce i codici giusti riesce a ottenerlo. Ingiustizia sociale travestita da procedura. Il meccanismo è semplice: la burocrazia non è neutra. È navigabile da chi ha le risorse e i professionisti per farlo, e invalicabile per tutti gli altri. Il caso Minetti lo dimostra con una chiarezza imbarazzante. E il filo che lo lega alle dichiarazioni di Mattarella durante il Covid — gli “untori”, la “licenza di uccidere” — è lo stesso: il sistema costruisce una verità ufficiale e criminalizza chi ne esce.L’algoritmo della grazia: punti, non personeOttenere la grazia presidenziale funziona come un punteggio: bambino malato vale X, cure all’estero ne valgono di più, documenti che attestano l’impossibilità di cure in Italia ancora di più. Chi conosce questi schemi costruisce un dossier vincente. Nel caso Minetti, sostiene Fabio Duranti, il percorso sembra costruito ad arte: adozione di un minore in precarie condizioni di salute, documentazione medica su misura, accumulo progressivo dei requisiti burocratici. Intanto migliaia di richieste restano nel cassetto.Il doppio binario: chi conosce le regole non scritteLa vera competenza, oggi, non è giuridica: è burocratica. Essere un buon avvocato significa sapere quali elementi pesano di più, quali storie raccontare, quali documenti produrre. Il sistema premia chi sa parlare la sua lingua, non chi ha più bisogno di tutela. La burocrazia — nata per garantire imparzialità — diventa strumento di discriminazione nelle mani di chi la sa usare.Il Covid, Mattarella e gli untori: la verità di StatoDuranti richiama un intervento del Presidente Mattarella durante la campagna vaccinale, in cui chi rifiutava il vaccino veniva equiparato a chi chiede una ” licenza di uccidere“. I non vaccinati erano gli untori; i medici che sollevavano dubbi — come il premio Nobel Luc Montagnier — venivano scomunicati o querelati. A distanza di anni, con dati più complessi sul tavolo, quella stagione chiede una revisione critica. Duranti non attribuisce malafede al Presidente — “era in buona fede” — ma punta il dito su chi gli ha messo quelle parole in bocca.Sburocratizzare: l’unica via d’uscitaIl filo comune tra la grazia a Minetti e la gestione del Covid è uno: un sistema che protegge le proprie procedure più delle persone. La soluzione, per Duranti, è sburocratizzare — eliminare le norme inutili che producono giochi di potere — e tornare a usare ilragionamento critico. Non per ribellione, ma per responsabilità civica. E stare attenti, sempre, a chi mette le parole in bocca alle istituzioni.The post L’appello a Mattarella dopo il caso Minetti: “Presidente, lo ricorda questo video?” | Fabio Duranti appeared first on Radio Radio.