Flotilla per Gaza, l’inviato del Fatto a bordo della barca “Vivi”. Intervista all’attivista Daniele Gallina: “Ecco perché imbarcarsi per me è stata la cosa giusta da fare”

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Sui social li chiamano “scappati di casa”, li trattano come “vacanzieri” o come “esagitati”, che partecipano alla Global Sumud Flotilla per Gaza e sono pronti a farsi male pur di danneggiare Israele. Daniele Gallina, 28 anni, imbarcato su Vivi che ospita anche l’inviato del Fatto Quotidiano, viene da Villanova Mondovì (Cuneo) ed è figlio di un artigiano. Negli ultimi anni ha lavorato alla Commissione europea dopo esperienze nelle Ong che soccorrono i migranti in mare e un percorso universitario in Relazioni internazionali tra le università di Torino e Tolosa e la Zhejiang University di Hangzhou, in Cina: laurea magistrale e master, è un esperto di Cina, mercati asiatici ed economia dello spazio.Si è imbarcato per solidarietà, durante la missione sta realizzando sulla piattaforma Spreaker.com il podcast Orizzonte Gaza. Vivi è una barca a vela di 13 metri, come tutte le altre è stata ribattezzata con un nome palestinese: il suo è Sabra, il campo profughi libanese che insieme a quello di Chatila fu teatro del massacro di migliaia di palestinesi nel 1982.L'articolo Flotilla per Gaza, l’inviato del Fatto a bordo della barca “Vivi”. Intervista all’attivista Daniele Gallina: “Ecco perché imbarcarsi per me è stata la cosa giusta da fare” proviene da Il Fatto Quotidiano.